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1 Settembre 2026
10:49

Super El Niño e vortice polare: cosa può succedere nell’inverno 2026-2027

Super El Niño e vortice polare saranno tra i fenomeni più osservati nell’inverno 2026-2027. Ecco cosa indicano le previsioni e quali effetti potrebbero avere in Europa.

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Super El Niño e vortice polare: cosa può succedere nell’inverno 2026-2027
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L'inverno 2026-2027 potrebbe essere caratterizzato da una configurazione atmosferica particolarmente interessante. Nel Pacifico tropicale, El Niño è in fase di rafforzamento e le proiezioni indicano la possibilità di un evento tra i più intensi osservati negli ultimi decenni.

Contemporaneamente, gli occhi degli esperti saranno puntati sul vortice polare stratosferico, una delle grandi strutture atmosferiche che possono influenzare la circolazione alle medie latitudini.

Il collegamento tra i due fenomeni è noto alla ricerca climatica, ma non significa che sia già possibile prevedere un inverno gelido in Italia o un'ondata di neve sull'Europa. La situazione dovrà essere seguita nei prossimi mesi.

El Niño potrebbe diventare eccezionalmente intenso

Secondo l'aggiornamento del Climate Prediction Center della NOAA del 13 agosto, El Niño sta continuando a rafforzarsi.

Nel Pacifico equatoriale orientale sono già state osservate anomalie importanti della temperatura superficiale del mare. A luglio, l'indice Niño 3.4 aveva raggiunto +1,4 °C, mentre nella regione Niño 1+2 era arrivato a +2,9 °C.

Le proiezioni per l'autunno e l'inverno rendono il quadro ancora più interessante.

La NOAA stima infatti una probabilità superiore al 90% che l'evento raggiunga una fase molto intensa, mentre le proiezioni indicano una possibilità del 69% che tra ottobre e dicembre 2026 l'indice RONI raggiunga almeno +2,5 °C.

Cosa significa “Super El Niño”

L'espressione “Super El Niño” viene utilizzata per descrivere un episodio particolarmente intenso, ma non rappresenta una categoria scientifica ufficiale.

El Niño è una fase dell'oscillazione ENSO caratterizzata da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale.

Quando l'evento è molto intenso, può modificare in maniera significativa la circolazione atmosferica su vaste aree del pianeta.

Le conseguenze, però, non sono identiche in ogni parte del mondo e non possono essere determinate semplicemente osservando la temperatura del Pacifico.

Il collegamento con il vortice polare

Il vortice polare stratosferico è una grande circolazione di venti occidentali che si sviluppa durante l'inverno intorno al Polo Nord.

El Niño può influenzare la circolazione atmosferica attraverso le cosiddette onde planetarie, che possono propagarsi dalla troposfera verso la stratosfera.

Quando queste onde diventano particolarmente intense, possono disturbare il vortice polare, provocandone un indebolimento, uno spostamento o una deformazione.

In alcuni casi può verificarsi anche un Sudden Stratospheric Warming, cioè un improvviso riscaldamento della stratosfera associato a importanti cambiamenti nella circolazione dei venti.

El Niño significa automaticamente vortice polare debole?

No. Il rapporto tra i due fenomeni è statistico e non determina automaticamente ciò che accadrà durante un singolo inverno.

Le analisi degli episodi passati mostrano infatti una relazione tra El Niño e alcuni disturbi del vortice polare, ma non tutti gli eventi di El Niño producono lo stesso risultato.

Secondo l'analisi citata da NOAA Climate.gov, su 42 episodi di collasso del vortice individuati nella rianalisi ERA5, 17 si sono verificati durante inverni caratterizzati da El Niño, 16 durante La Niña e nove in condizioni neutrali.

Il dato mostra quindi un collegamento, ma non una regola matematica.

Cosa potrebbe succedere durante un riscaldamento stratosferico

Quando il vortice polare viene fortemente disturbato, la circolazione dei venti nella stratosfera può rallentare in maniera significativa.

Negli eventi più importanti, i venti occidentali possono persino invertire temporaneamente direzione.

Questo tipo di cambiamento può avere ripercussioni sulla circolazione atmosferica sottostante, ma gli effetti al suolo non sono immediati e soprattutto non sono sempre uguali.

Un vortice disturbato può aumentare la possibilità che masse d'aria molto fredda raggiungano alcune zone delle medie latitudini, ma non significa automaticamente neve o gelo in Italia.

E l'Italia cosa deve aspettarsi?

È ancora troppo presto per dire che l'inverno 2026-2027 sarà freddo in Italia.

La distanza temporale non permette di stabilire oggi la posizione delle eventuali irruzioni fredde, né tantomeno prevedere con precisione nevicate o temperature per una determinata città.

Per l'Italia saranno fondamentali la posizione delle alte e basse pressioni, la traiettoria delle masse d'aria e l'evoluzione del vortice polare durante l'inverno.

El Niño può modificare alcune probabilità, ma non determina da solo il tempo meteorologico italiano.

L'Europa potrebbe vivere scenari molto diversi

Anche per l'Europa il quadro è particolarmente complesso.

Un eventuale disturbo del vortice polare può modificare le configurazioni atmosferiche alle medie latitudini, ma gli effetti possono essere molto diversi tra Europa occidentale, settentrionale e meridionale.

La presenza di El Niño, inoltre, non garantisce che si manifestino necessariamente tutti gli effetti climatici associati agli episodi precedenti.

Per questo gli esperti considerano il prossimo inverno soprattutto come un periodo da monitorare, più che come una stagione già prevedibile nei dettagli.

Il 2027 potrebbe essere molto caldo

C'è poi un altro elemento da considerare. Un El Niño molto intenso può contribuire ad aumentare la temperatura media globale, sovrapponendosi alla tendenza al riscaldamento del pianeta.

Gli effetti sulla temperatura globale possono manifestarsi anche con un certo ritardo rispetto alla fase di massima intensità dell'evento oceanico.

Per questo motivo il 2027 potrebbe diventare un anno particolarmente importante da osservare nell'evoluzione delle temperature globali.

Caldo globale e freddo regionale non sono una contraddizione

Un eventuale record di temperatura globale non impedirebbe la comparsa, nello stesso periodo, di episodi di freddo intenso in determinate regioni.

Il riscaldamento globale riguarda l'andamento della temperatura media del pianeta su periodi lunghi, mentre le oscillazioni atmosferiche possono provocare temporaneamente forti variazioni regionali.

È quindi possibile avere un pianeta mediamente molto caldo e, contemporaneamente, singole aree dell'emisfero settentrionale interessate da incursioni di aria fredda.

L'inverno 2026-2027 sarà da seguire con attenzione

Il prossimo inverno presenta dunque diversi elementi di interesse. Da una parte c'è un El Niño che potrebbe raggiungere livelli eccezionali, dall'altra ci sarà da osservare la risposta del vortice polare stratosferico.

Il punto fondamentale è non trasformare questi segnali in una previsione già scritta.

Oggi è possibile parlare di tendenze e probabilità, ma non stabilire se l'Italia vivrà un inverno nevoso, mite o particolarmente freddo.

Saranno l'evoluzione di El Niño, il comportamento del vortice polare e soprattutto la configurazione atmosferica dei singoli mesi a determinare il volto dell'inverno 2026-2027.