
La seconda puntata di Temptation Island 2026 è stata travolta da nuove polemiche che hanno acceso il dibattito tra fan e osservatori del programma. Il Codacons ha deciso di intervenire, inviando una diffida a Mediaset per sollevare la questione relativa a due concorrenti, Sara e Gabriele, protagonisti di una vicenda emersa online: video a luci rosse realizzati anni prima, dei quali la produzione non era a conoscenza.
Secondo l’associazione dei consumatori, la coppia non avrebbe comunicato alla produzione alcune attività svolte sul web prima della partecipazione al reality. Si tratta, nello specifico, di dirette interattive a pagamento su piattaforme per adulti, risalenti a circa quattro anni fa. La mancata comunicazione di questi contenuti sarebbe, secondo il Codacons, una violazione degli obblighi contrattuali sottoscritti dai partecipanti e del codice etico del programma.
La vicenda è esplosa sui social: spettatori e utenti hanno reagito con commenti contrastanti, dividendo l’opinione pubblica tra chi ritiene grave l’omissione dei concorrenti e chi difende il fatto che i video siano stati girati anni prima, quando la coppia era ancora inesperta e forse ignara delle conseguenze.
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Sara e Gabriele hanno risposto ufficialmente attraverso i canali del programma, spiegando di essersi sentiti in imbarazzo e di non aver menzionato quei video durante i provini. Gabriele ha precisato di non essere a conoscenza che i contenuti fossero ancora reperibili online, mentre Sara ha definito l’esperienza un grave errore giovanile, manifestando dispiacere per quanto accaduto.
Al momento, Mediaset non ha preso alcuna decisione ufficiale nei confronti della coppia: Sara e Gabriele restano regolarmente nel cast. Tuttavia, la diffida del Codacons rappresenta un monito per l’azienda, che potrebbe decidere di approfondire la questione e verificare eventuali violazioni contrattuali. La situazione conferma quanto il mondo dei reality, tra social e passato digitale dei partecipanti, possa essere delicato e soggetto a controversie anche dopo anni.
L’episodio solleva anche un dibattito più ampio sul rapporto tra contenuti passati online e partecipazione a programmi televisivi, evidenziando la necessità di una maggiore trasparenza e attenzione da parte di chi sceglie di entrare nel mondo dello spettacolo.