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23 Marzo 2021
11:00

Un’altra pianta che contrasta l’inquinamento dell’aria: è il cotonastro (ed è anche bello da vedere)

Alla lunga lista delle piante in grado di contrastare l'inquinamento atmosferico, si aggiunge il cotonastro, un arbusto sempreverde che può catturare le particelle nocive del gas di scarico prodotto da un’auto che si muove su una distanza di ben 800 km.

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Un’altra pianta che contrasta l’inquinamento dell’aria: è il cotonastro (ed è anche bello da vedere)
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In autunno i suoi rami sono adornati di bacche rosse, che vengono sostituite in primavera da bellissimi fiori dalle tonalità che variano dal  bianco al rosa. Il cotonastro (Cotoneaster Franchetii) ha tutte le carte in regola per essere considerato una pianta ornamentale: è un sempreverde che raggiunge anche i 2 metri di altezza ed è utilizzato per abbellire le siepi; oltretutto resiste bene agli sbalzi termici e alle temperature rigide dell’inverno. Ma c’è di più.

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Cotonastro fiorito

Il cotonastro, infatti, è una delle specie vegetali più efficaci per combattere l’inquinamento atmosferico. A sostenerlo è uno studio pubblicato dalla Royal Horticultural Society, l’istituzione britannica di ortocultura. Il team di ricercatori che si è occupato di questo studio  sotto la coordinazione della Dottoressa Tijana Blanusa ha studiato le possibili soluzioni da poter adottare per combattere l’inquinamento atmosferico dei centri urbani più affollati.

In UK solo il 6% delle persone contrasta attivamente l'inquinamento atmosferico coltivando delle piante utili a questo scopo.

Lo studio ha quindi evidenziato come il cotonastro possa risultare il 20% più efficace rispetto ad altri arbusti nel contrastare l’inquinamento urbano: una siepe lunga almeno un metro, per esempio, in una settimana può intrappolare le particelle nocive del gas di scarico prodotto da un’auto che si muove su una distanza di ben 800 km.

Esistono naturalmente altre piante dalle caratteristiche sostenibili simili al cotonastro, tra cui per esempio l’edera, il ginkgo biloba, il frassino comune, il tiglio selvatico e l’olmo, tutte segnalate in questo articolo di Coldiretti. Queste specie vegetali dovrebbero essere considerate una risorsa per far fronte agli elevati livelli di inquinamento atmosferico che colpiscono la maggior parte delle città e delle metropoli. Di fronte all’evidente cambiamento climatico dovrebbero essere inserite nel piano del verde urbano e tutelate, tutto a nostro vantaggio.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.