
Cassetti pieni di cavi, alimentatori e vecchi caricabatterie appartenuti a smartphone che probabilmente non utilizziamo più. È una situazione molto comune: cambiamo telefono, tablet o un altro dispositivo elettronico e gli accessori finiscono dimenticati in qualche angolo della casa.
Prima di considerarli semplicemente rifiuti, però, vale la pena controllarli. Un vecchio caricatore ancora funzionante potrebbe infatti tornare utile con altri dispositivi compatibili oppure diventare un alimentatore di riserva.
Il vero “tesoro”, quindi, non è necessariamente economico. È la possibilità di evitare un acquisto inutile e prolungare la vita di un accessorio che abbiamo già in casa.
Perché conserviamo così tanti vecchi caricabatterie
Negli ultimi anni nelle nostre case si sono accumulati caricabatterie appartenenti a generazioni differenti di telefoni e dispositivi elettronici.
Alcuni utilizzano connettori ormai poco comuni, altri sono dotati della classica porta USB-A, mentre quelli più recenti possono essere compatibili con cavi USB-C.
Quando sostituiamo un dispositivo, l'alimentatore precedente spesso rimane nel cassetto. Dopo qualche anno può diventare difficile persino ricordare a quale apparecchio appartenesse.
Prima di eliminarlo conviene quindi identificarlo e controllarne le caratteristiche.
Un vecchio caricabatterie può essere ancora utile
Il fatto che lo smartphone con il quale veniva utilizzato non sia più in casa non significa automaticamente che il caricatore sia diventato inutile.
Se dispone di una porta USB e presenta caratteristiche compatibili, potrebbe essere utilizzato per alimentare o ricaricare altri piccoli dispositivi.
La prima cosa da controllare è sempre la compatibilità. Non tutti gli alimentatori sono uguali e non basta riuscire fisicamente a collegare un cavo per stabilire che un caricatore sia adatto.
Le indicazioni riportate sull'alimentatore e quelle del dispositivo restano quindi il punto di riferimento.
Può diventare il caricatore di riserva
Uno degli utilizzi più semplici è trasformare il vecchio alimentatore in un caricabatterie di riserva.
Può essere lasciato, per esempio, in una stanza nella quale capita spesso di ricaricare i propri dispositivi oppure conservato insieme agli accessori da viaggio.
In questo modo non è necessario spostare continuamente il caricatore principale.
Naturalmente ha senso farlo soltanto quando l'accessorio è ancora in buone condizioni e compatibile con il dispositivo che vogliamo collegare.
Può servire per altri piccoli dispositivi USB
In casa abbiamo ormai numerosi oggetti che ricevono energia attraverso un collegamento USB.
Un vecchio alimentatore compatibile potrebbe quindi trovare una seconda vita con dispositivi che non richiedono necessariamente il caricatore più moderno e potente disponibile.
Il vantaggio è soprattutto pratico: invece di acquistare un nuovo alimentatore per ogni apparecchio, si può verificare se quello dimenticato nel cassetto è adatto allo stesso utilizzo.
Bisogna però evitare adattamenti improvvisati o collegamenti realizzati senza conoscere le specifiche richieste dal dispositivo.
I vecchi caricatori possono essere più lenti
C'è un aspetto da considerare prima di recuperare un alimentatore molto vecchio.
La tecnologia di ricarica è cambiata notevolmente e un caricatore di qualche generazione fa potrebbe fornire una potenza inferiore rispetto ai modelli moderni.
Con un dispositivo compatibile potrebbe quindi funzionare, ma impiegare più tempo per completare la ricarica.
Per questo è utile leggere i valori riportati sull'etichetta dell'alimentatore e confrontarli con quanto previsto dal produttore dell'apparecchio.
Controlla sempre cavo e alimentatore
Prima di collegare un vecchio caricabatterie rimasto inutilizzato per anni è importante osservarlo attentamente.
Un cavo con rivestimento rovinato, fili visibili, connettori deformati o parti annerite non dovrebbe essere utilizzato. Lo stesso vale per un alimentatore danneggiato, rotto o che presenta evidenti segni di deterioramento.
Anche un surriscaldamento anomalo durante l'utilizzo è un segnale da non ignorare.
Riutilizzare ciò che abbiamo già è utile, ma non significa continuare a usare un accessorio che non si trova più in condizioni adeguate.
Non trasformarlo in un progetto fai da te improvvisato
Online non mancano idee che suggeriscono di smontare vecchi alimentatori e recuperare singoli componenti.
Per chi non possiede competenze specifiche nel campo dell'elettronica, però, aprire o modificare un alimentatore collegato alla rete elettrica non è un normale progetto creativo.
La soluzione più semplice rimane utilizzare il caricatore per la funzione per la quale è stato progettato, quando ancora compatibile e integro.
Se invece non serve più, è preferibile conferirlo correttamente.
Se non puoi riutilizzarlo non va nell'indifferenziato
Un vecchio caricabatterie che non funziona più non dovrebbe essere trattato come un normale rifiuto domestico.
Caricabatterie e alimentatori rientrano nella gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i RAEE, e devono quindi seguire i canali di raccolta previsti.
A seconda del proprio Comune e dei servizi disponibili, possono essere portati nei centri di raccolta oppure consegnati attraverso i sistemi dedicati presso i rivenditori che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa.
Prima di gettarli nel primo contenitore disponibile è quindi meglio verificare le modalità di conferimento indicate localmente.
Prima di comprare un nuovo caricatore guarda nel cassetto
È questa la parte più interessante del recupero dei vecchi accessori.
Quando serve un alimentatore aggiuntivo, la prima reazione può essere quella di acquistarne immediatamente uno nuovo. Eppure potrebbe esserci già tutto quello che serve in casa.
Vale la pena prendere i vecchi caricabatterie, separarli dai cavi inutilizzabili e controllare modello, connettori e caratteristiche.
Quello che sembrava un groviglio di accessori dimenticati potrebbe contenere ancora qualche alimentatore perfettamente utilizzabile.
Il vero valore dei vecchi caricabatterie
Parlare di “tesoro” non significa quindi immaginare cifre nascoste dentro un vecchio alimentatore.
Il valore sta soprattutto nel riutilizzo.
Un caricatore ancora funzionante può evitare un nuovo acquisto, diventare un accessorio di riserva o continuare ad alimentare un dispositivo compatibile invece di trasformarsi prematuramente in un rifiuto elettronico.
E quando è arrivato realmente alla fine della sua vita, la soluzione non è conservarlo per altri dieci anni nel cassetto: meglio conferirlo correttamente tra i RAEE e liberare spazio in casa.