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14 Settembre 2021
11:30

300 persone si sono riunite per dire “no” alla ricerca mineraria in un parco naturale della Liguria

Domenica 12 settembre circa 300 persone si sono trovate pacificamente e adottando tutte le misure di sicurezza per dire no a future ricerche minerarie nel prezioso comprensorio del Beigua.

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300 persone si sono riunite per dire “no” alla ricerca mineraria in un parco naturale della Liguria
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In un parco della Liguria il 12 settembre c’erano dei cittadini molto (pacificamente) agguerriti. Famiglie, scout, membri di associazioni ambientaliste, escursionisti, educatori naturalisti e amanti dell’ambiente e del loro territorio, provenienti da varie città del nord Italia, si sono ritrovati nel parco del Beigua per ribadire il loro NO alla creazione di una miniera nel comprensorio.

La mobilitazione pacifica, che si è articolata attraverso due passeggiate proprio all’interno del parco, è nata dal fatto che la Regione Liguria ha concesso con un decreto la ricerca di titanio per tre anni alla società CET. Ma gli abitanti della zona, e tutti quelli che vi sono legati, non ci stanno. E dopo aver lanciato una petizione apposita la scorsa primavera, che ha raccolto oltre 25mila firme, hanno deciso di portare la loro presenza.

L’idea di base della mobilitazione, cui hanno preso parte a livello attivo e organizzativo Legambiente Liguria e La Spezia, Agesci, il sindaco di Urbe, l’Ente Parco del Beigua, i Fridays for Future Genova e molte altre realtà, è ribadire l’importanza della tutela di territorio già sito UNESCO e l’assoluta priorità dello sviluppo sostenibile (che non coinvolge, appunto, attività di estrazione mineraria).

A ciò si aggiunge il fatto che, come hanno sottolineato gli organizzatori della mobilitazione, il Parco è diventato tale nel 1995, Geoparco europeo e mondiale nel 2005 e riconosciuto come UNESCO Global Geopark nel 2015.

La richiesta dei cittadini alla regione Liguria  è di, come ha dichiarato il presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico, ritirare il permesso di ricerca concesso alla CET ascoltando il territorio ed evitando strascichi nei tribunali amministrativi, che si faccia entrare Urbe nel Parco del Beigua garantendo così la tutela di questi territori dallo sfruttamento insostenibile che porterebbe l’apertura di una cava per estrarre titanio.”

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.