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16 Settembre 2020
12:00

“A Dubai stanno eliminando cani e gatti randagi in vista dell’Expo”, denunciano gli animalisti

L'anno prossimo la città degli Emirati Arabi Uniti ospiterà l'importante manifestazione e l'amministrazione non vuole fare brutte figure. Le associazioni animaliste locali puntano però il dito contro il governo, accusandolo di far sparire centinaia di cani e gatti (anche con il collare) pur di dare un'idea di ordine e di pulizia.

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“A Dubai stanno eliminando cani e gatti randagi in vista dell’Expo”, denunciano gli animalisti
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Negli ultimi mesi a Dubai si starebbe consumando una strage silenziosa di cani e gatti randagi. Il motivo? Il governo vuole ripulire le strade della città per presentarsi al meglio in occasione dell'Expo 2020, previsto dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022 (la manifestazione è stata spostata di un anno a causa della pandemia). È questo l'allarme lanciato dalle associazioni volontarie che si occupano di assistere e di curare i randagi negli Emirati Arabi Uniti.

"Secondo il governo di Dubai, rimuovere i randagi dalle strade porterà al Paese una reputazione di maggiore efficienza" si legge in una lettera-appello che da giorni circola sui social network. Gli animalisti sospettano che ci siano società esterne che catturano, per lo più di notte, per strada cani e gatti, addirittura con il collare. "Li prendono in massa e li abbandonano nel deserto o in aree industriali a morire di fame".

Da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus a Dubai il randagismo sarebbe aumentato sensibilmente per via degli abbandoni. Lo scorso febbraio cominciarono a circolare in Cina, epicentro dell'epidemia, alcune fake news secondo cui gli animali domestici potessero trasmettere il coronavirus SARS-CoV-2. Spaventati dalla notizia, rivelatasi poi falsa, diversi proprietari avrebbero deciso di sbarazzarsi dei propri cani e gatti. Sul tema era dovuta intervenire perfino l'Organizzazione mondiale della sanità, che aveva sottolineato come non ci fossero prove scientifiche che confermassero un ruolo significativo degli animali domestici nella diffusione del virus.

Che gli Emirati Arabi Uniti abbiano un problema soprattutto con i gatti randagi è un fatto conclamato. Solo nella capitale Abu Dhabi ne girano per strada circa 100 mila. E il loro numero sarebbe in aumento. Per le associazioni animaliste locali catturarli e ucciderli non è la soluzione. Per questo hanno lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org, indirizzandola al ministero dell'Ambiente degli Emirati Arabi Uniti. Al governo si chiede di fermare la strage di cani e gatti, di fornire servizi di sterilizzazione gratuiti per fermare l'incremento della popolazione e di collocare delle "stazioni di alimentazione" per evitare che gli animali muoiano di fame.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.