A impatto (quasi) zero grazie all’idrogeno: il primo edificio italiano è a Benevento

Lo studio Stress Scarl e l’Università degli Studi del Sannio hanno inaugurato il primo edificio residenziale a energia quasi zero. Cosa significa? Che l’impatto è ambientale è quasi zero, grazie all’utilizzo dell’energia a idrogeno.
Sara Polotti 19 Luglio 2022

Questo edificio si trova a Benevento. Soprattutto, questo edificio è stato dichiarato sia n-ZEB, ovvero nearly Zero Energy Building, sia H-ZEB, Hydrogen Zero Emission Building. In altre parole, si tratta del primo fabbricato in Italia (e tra i pochi in Europa) ad essere stato progettato e costruito per essere praticamente a impatto zero, grazie alla combinazione di energie rinnovabili. Tra queste, l'idrogeno.

Ad aver progettato e costruito questo edificio sono la società di sviluppo per l'edilizia ecosostenibile Stress Scarl e l'Università degli Studi del Sannio, ateneo statale di Benevento, e ora vi spieghiamo meglio di cosa si tratta, entrando nel dettaglio di come questa casa possa produrre e consumare energia praticamente senza alcun impatto ambientale.

Gi edifici n-ZEB

Gli edifici n-ZEB sono fabbricati residenziali o professionali ad elevatissima efficienza energetica. In altre parole, queste case richiedono pochissima energia, e quella che producono viene comunque ricavata da fonti interamente rinnovabili, riducendo l'impatto praticamente a zero. Emissioni e dispendio di energia in ambito edilizio, quindi, non rappresenterebbero più un problema, se tutti gli edifici venissero realizzati e implementati in questa maniera.

Il progetto

In questo caso, l'Università degli Studi del Sannio e Stress Scarl hanno voluto realizzare in scala reale il prototipo di un progetto di ricerca che punta a trovare soluzioni innovative multifunzionali che ottimizzino il consumo di energia e la vivibilità interna.

L'edificio costruito a Benevento, quindi, è stato pensato per avere un bassissimo impatto ambientale: l'energia che consuma viene ricavata da una fonte solare o geotermica, alla quale si affianca anche un microgeneratore a idrogeno. In questo modo, l'energia prodotta è combinata, fornendo al fabbricato tanto l'elettricità quanto il calore che necessita, senza emissioni e senza consumo di energia non rinnovabile.

L'idrogeno puro che alimenta l'edificio

All'energia prodotta da fonti rinnovabili, quindi, si aggiunge in questo caso l'idrogeno, ed è questa la novità più interessante del progetto.

Come spiegano dallo studio Stress Scarl, l'edificio è dotato di un sistema a celle a combustibile ad ossidi solidi alimentato con idrogeno puro.