A lezione di ambiente con Marilena Russo: l’insegnante che spiega l’inquinamento ai suoi studenti

Hanno tutti tra gli 11 e i 12 anni, gli studenti della 1^E della scuola media di Vimodrone, in provincia di Milano. E tutti sanno raccontare quali danni può fare la plastica nei confronti dell’ambiente e cosa è possibile fare per migliorare il mondo in cui viviamo. Tutto questo, grazie alla loro insegnante, Marilena Russo.
Sara Del Dot 11 giugno 2019

Raccolta differenziata, inquinamento da plastica, acidificazione degli oceani, filosofia zero rifiuti. È una classe di prima media del Comune di Vimodrone quella in cui oggi la prof. Marilena Russo sta sfogliando delle slide in cui mostra tutti i modi per produrre meno rifiuti indifferenziati. Normalmente si tratterebbe dell’ora di tecnologia, ma spesso Marilena, che è un’insegnante precaria, esce dal programma didattico per portare in classe temi che considera molto importanti, ma che purtroppo ad oggi nelle scuole sono ancora affrontati pochissimo. Temi che riguardano il futuro dei suoi alunni che, ancora piccoli, un giorno si troveranno a dover gestire il mondo che gli adulti hanno lasciato loro.

Così, questi giovani studenti sanno spiegare come funziona il ciclo di produzione della plastica, cos’è il cambiamento climatico, cosa posso fare per ridurre gli sprechi. Hanno partecipato a un Climate strike tra le mura scolastiche perché non potevano scendere in piazza, hanno creato un cartellone in cui hanno contato tutti gli oggetti in plastica presenti nella loro classe. Attività partecipative, inclusive, che aiutano a capire meglio i pericoli cui il mondo ogni giorno va incontro per colpa delle nostre azioni. E la voglia di dire la propria è tanta. Infatti, quando la prof. chiede “secondo voi quali sono gli imballaggi che possiamo considerare inutili?” le mani alzate sono decine ed è difficile riuscire a far parlare tutti. Ma lei non si preoccupa, lascia a ciascuno lo spazio per esprimersi e ragionare, formare un proprio pensiero critico. Anche se ancora non sa se l’anno successivo potrà tornare in quella classe e riprendere il filo. Anche se il mondo, là, fuori, forse non è ancora pronto ad affrontare dei futuri cittadini davvero consapevoli.