A Milano arriva Anthropoceano: il murales di Iena Cruz, writer che difende l’ambiente con la vernice antismog

È nato a Milano dove ha realizzato i suoi primi graffiti. Oggi, nello stesso quartiere in cui è cresciuto, Federico Massa in arte Iena Cruz, ha realizzato un enorme murales con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento da plastica in mare. Ma non solo. La caratteristica speciale di questa sua nuova opera è infatti la vernice con cui è realizzata.
Sara Del Dot 11 novembre 2019

Per intervistarlo lo facciamo scendere dall’impalcatura dove sta realizzando la sua ultima opera. Federico Massa, in arte Iena Cruz, sta concludendo un enorme murales accanto alla stazione di Lambrate, a Milano, e mentre ci parla i suoi abiti sono coperti di vernice, la stessa vernice con cui da quasi un mese sta dipingendo la facciata del palazzo che ha candidato quel muro a diventare la sua tela. Dietro le impalcature è possibile distinguere una balena, altre creature del mare e anche una grande torre di petrolio che attraversa in lungo l’intera opera. Sì, perché le opere di Federico hanno tutte un significato particolare. E non solo simbolico. Quella vernice, infatti, la stessa che ricopre le sue mani e i suoi vestiti e ora anche l’intera facciata di un palazzo, non è una vernice qualsiasi. Si chiama Airlite, ed è un prodotto anti-smog, una nanotecnologia che, proprio come la fotosintesi clorofilliana, assorbe lo smog e, grazie alla luce del sole, lo converte in aria pulita.

Sono anni ormai che Iena Cruz utilizza la propria arte come strumento per la salvaguardia dell’ambiente. Uno strumento sicuramente estetico, ma anche funzionale, poiché abbellisce le città e al tempo stesso contribuisce a rendere l’aria più pulita. E il significato delle sue opere è ravvisabile anche nei soggetti ritratti. Animali a rischio estinzione, le minacce di origine umana agli ecosistemi, il mare. Già, il mare. “Il mare inizia da qui” è proprio il concetto su cui si basa il progetto firmato Worldrise Onlus chiamato No Plastic More Fun. Lo scopo è quello di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento da plastica che affligge gli oceani, cercando di far capire loro che, appunto, il mare inizia da qui, ovvero ciò che accade là ha origine quasi sempre dalle nostre città, e nello specifico dalle nostre case. E non resterà solo. Infatti, Anthpropoceano sancisce l'avvio del progetto Worldrise Walls e presto avrà diversi gemelli in altri Paesi.

Perché, come ribadisce Federico, “Siamo noi che con le nostre azioni quotidiane possiamo determinare il futuro del nostro Pianeta”.