A Milano arriva Arianna, il vaso che tiene sotto controllo la qualità dell’aria

L’idea di cinque studenti del Politecnico di Milano è quella di creare attraverso questo strumento una grande rete di monitoraggio locale per raccogliere dati più precisi sull’inquinamento atmosferico nel capoluogo lombardo. L’essenza del progetto sta nella condivisione delle informazioni e nella partecipazione attiva dei cittadini.
Federico Turrisi 21 novembre 2019

Tutti noi abbiamo sul terrazzo di casa almeno un vaso. E se oltre ad avere una funzione ornamentale potesse contribuire a monitorare la qualità dell'aria della tua città, raccogliendo e poi trasmettendo informazioni utili per contrastare l'inquinamento? La risposta a questa domanda si chiama Arianna. Si tratta di un vaso molto particolare sviluppato da cinque studenti del Politecnico di Milano prossimi alla laurea (tre ingegneri energetici, un ingegnere informatico e un designer): Carlo Alberto Gaetaniello, Paolo Barbato, Fulvio Bambusi, Andrea Bassi e Andrea Torrone.

L'idea è molto semplice e allo stesso tempo geniale. In sostanza, i cinque giovani hanno trasformato un sensore di particolato Pm 2.5 – ossia quella categoria in cui rientrano le polveri sottili ancora più piccole e pericolose rispetto al Pm10, perché in grado di penetrare fino agli alveoli polmonari – in un oggetto familiare a tutti. Lo si mette sul balcone insieme agli altri vasi e poi svolge il suo compito in totale autonomia. Arianna è infatti dotata di un piccolo pannello fotovoltaico integrato che le permette di produrre l’energia sufficiente per alimentare il sensore. Uno strumento completamente green, dunque. Arianna poi raccoglie e trasmette a una rete centrale i dati attraverso il wifi domestico. Le statistiche saranno visualizzabili in tempo reale sulla mappa messa a disposizione della app dedicata, che sarà scaricabile da tutti gli utenti (non solo quindi dai proprietari di Arianna) sul proprio smartphone a partire dall'inizio di dicembre.

"La prima domanda che ci siamo posti è stata questa: come possiamo cominciare ad affrontare un problema di portata enorme come quello dell'inquinamento? Innanzitutto misurandolo." – racconta Carlo Alberto Gaetaniello – "Ci siamo resi conto che, restringendo il campo al Pm 2.5, le centraline di monitoraggio della qualità dell'aria a Milano sono soltanto due, tra l'altro abbastanza vicine tra di loro, in zona Città Studi. La qualità dell’aria dipende da molti fattori come eventi meteorologici, conformazione del territorio, distribuzione delle fonti inquinanti eccetera; è un fenomeno iperlocale, ossia cambia anche notevolmente da strada a strada".

Da sinistra verso destra: Paolo Barbato, Fulvio Bambusi, Carlo Alberto Gaetaniello

E a che cosa serve accumulare tutti questi dati? In realtà il monitoraggio della qualità dell'aria di un'area è un mezzo fondamentale non solo per indagare il fenomeno dell'inquinamento atmosferico in sé, ma anche per poi esaminare i risultati ottenuti adottando delle misure di contrasto all'inquinamento stesso. Ovviamente più rilevatori ci sono, più preciso è il quadro complessivo.

"Diventa necessario allora costruire delle infrastrutture di monitoraggio locale in maniera veloce." – prosegue Carlo Alberto – "Noi siamo solo cinque ragazzi, però siamo convinti che come noi ci siano molte persone disposte a mettersi in gioco per cambiare la situazione. Così è nato il gruppo Milano Aria Pulita che al momento conta più di 1300 membri. Si è costruita una vera e propria community che sostiene il progetto dal basso e permette ai cittadini di dare il proprio contributo".

Lunedì 19 novembre è partita la campagna di crowdfunding, o meglio di "crowdfunding civico", come preferisce chiamarlo Carlo Alberto. Campagna che si avvale della collaborazione di Bcc Milano: per ogni vaso ordinato dai sostenitori, la Banca di Credito Cooperativo ne consegnerà un altro a una scuola o una associazione del territorio della Città Metropolitana, con l’obiettivo di sensibilizzare le famiglie e i più giovani al tema della lotta contro l’inquinamento atmosferico.

Per il momento l'iniziativa si concentra solo su Milano, la città in cui vivono gli ideatori di Arianna, che però non escludono che la loro creatura possa essere accolta in futuro anche da altre città, più o meno grandi. "Con Milano vogliamo creare un importante caso studio. Siamo sicuri che i dati che raccoglieremo saranno fondamentali per il futuro della nostra città e il nostro primo obiettivo, ancora prima di coinvolgere le istituzioni, è diffondere consapevolezza tra i cittadini".

Definire Arianna un'originale soluzione tecnologica per analizzare la qualità dell'aria è riduttivo; piuttosto, siamo di fronte a un esempio di cittadinanza attiva a tutti gli effetti. "La condivisione è l'elemento più importante che sta dietro al nostro progetto. Chi acquista Arianna non sta prendendo un prodotto per se stesso ma sta contribuendo a un progetto urbano, poiché il valore che genera è per tutta la comunità", conclude Carlo Alberto.