A Milano ha aperto un hub contro lo spreco alimentare: si aiuta chi ha bisogno senza gettare via alimenti

Secondo le stime, raccoglierà 60 tonnellate di prodotti alimentari, pari a 220mila pasti, distribuiti a chi ne ha più bisogno. Hanno collaborato diversi enti fra cui il Comune di Milano, Assolombarda e il Politecnico. Non solo contrasto agli sprechi, ma anche recupero di uno spazio pubblico abbandonato.
Giulia Dallagiovanna 18 gennaio 2019

Se abiti a Milano e ti accorgi di gettar via spesso del cibo che non hai fatto in tempo a consumare prima della data di scadenza, perché magari hai esagerato con la quantità acquistata, aspetta prima di destinarlo al bidone dell'umido. Da pochi giorni ha infatti aperto un hub contro lo spreco alimentare. Le aziende del terzo settore, le associazioni, le organizzazioni no profit, le mense scolastiche e chiunque abbia scorte in eccesso, può portarle in via Borsieri 2, nel quartiere Isola, e destinarle così alla redistribuzione a chi ne ha più bisogno.

Sono orgoglioso che il Municipio 9 ospiti un progetto che mette al centro del dibattito sia il diritto dell’accesso al cibo, sia la distribuzione di quanto non utilizzato. – ha commentato Giuseppe Lardieri, Presidente del Municipio 9 –  Senza dimenticare che ridurre lo spreco alimentare aiuta a diminuire i rifiuti e a consumare più cibi sani deperibili quali frutta e verdura".

L'iniziativa ha preso il via nell'ambito del protocollo "ZeroSprechi", condiviso nel 2016 dal Comune di Milano, Assolombarda e il Politecnico di Milano. Sarà proprio l'ateneo meneghino ad occuparsi per i primi 12 mesi della gestione e del monitoraggio dell'hub. Il luogo di stoccaggio invece è stato individuato da Palazzo Marino, che ha recuperato uno spazio pubblico abbandonato. Assolombarda ha infine coinvolto le aziende, che potranno così avvalersi del bollino "ZeroSprechi", indice di una compagnia attenta al problema delle eccedenze alimentari.

Si pensa di raccogliere 60 tonnellate di cibo all'anno

Ha collaborato anche il programma "QuBì, la ricetta contro la povertà infantile", che si sta già occupando di un hub simile in via degli Umiliati, mirato però soprattutto ai bisogni dei minori provenienti da famiglie in condizioni di povertà economica. QuBì finanzierà la gestione del luogo di redistribuzione e si occuperà di costruire una rete con le associazioni del territorio milanese. Infine, il Banco Alimentare della Lombardia prenderà le redini di via Borsieri una volta terminato il monitoraggio da parte del Politecnico.

"Questo è un nuovo esempio di rete locale per la raccolta e ridistribuzione del cibo prima che sia sprecato e diventi rifiuto. – ha dichiarato la vicesindaca Anna Scavuzzo, durante la cerimonia di inaugurazione – La collaborazione con il Municipio 9 ci ha permesso di restituire alla città uno spazio pubblico non utilizzato e, allo stesso tempo, valorizzare l’impegno per ridurre gli sprechi alimentari: una delle priorità della Food Policy di Milano".

Le prime stime sul funzionamento di questo hub fanno ben sperare: il centro è in grado di raccogliere 60 tonnellate di cibo l'anno, che, tradotto in aiuti concreti, diventano 220mila pasti, con un risparmio di 5.400 euro sullo smaltimento dell'umido. Senza contare i soldi che sarebbero stati spesi per l'acquisto di un simile numero di pranzi e cene. Sì perché ricordati sempre che non sprecare significa anche riutilizzare e, quindi, ricorrere meno al portafogli.