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16 Marzo 2021
12:30

A Modena aprirà un centro di recupero per orsi

Nel Centro fauna selvatica Il pettirosso gli esemplari feriti o in difficoltà saranno curati, per poi essere reinseriti nel loro ambiente.

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A Modena aprirà un centro di recupero per orsi
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Il Centro fauna selvatica Il pettirosso, a Modena sulla Nonantolana, aprirà un'oasi naturalistica dedicata agli orsi bruni feriti o in difficoltà, con un focus speciale sui cuccioli rimasti senza madre o vittime di incidenti, ma anche sui plantigradi maltrattati, soprattutto nell'Est Europa. Un progetto di gran valore ecologico, sostenuto dal Comune di Modena, che darà agli orsi bruni 14mila metri quadri di natura in cui potranno muoversi liberamente. L'obiettivo è quello di tutelare una specie autoctona europea e di rimettere in sesto gli esemplari, al fine di reinserirli successivamente nel loro habitat naturale.

Il pettirosso non è nuovo a queste operazioni e da sempre cura tantissimi animali in difficoltà: secondo i numeri presenti sul sito, il 76 per cento di questi sono stati reinseriti nel proprio ambiente. Oltre 5mila animali sono ospiti ogni anno negli 80mila metri quadri del parco, lasciati liberi ma contemporaneamente assistiti dai volontari, che hanno compiuto circa 1.600 interventi di emergenza per salvare degli animali.

Gli orsi, come detto, avranno a disposizione una larga area, prevalentemente boschiva, protetta da reti alte tre metri e videosorvegliata, in cui riprendersi con tranquillità per essere poi pronti a tornare in natura. Un team qualificato di veterinari e addetti specializzati li accompagneranno nel percorso di riabilitazione, dopo averli trovati feriti oppure spaesati dalla perdita della famiglia. Ci saranno anche dei plantigradi recuperati in Est Europa, dove spesso sono usati come attrazioni nelle fiere, legati e rinchiusi, con conseguenti gravi danni psicologici, oltre che fisici. All'oasi Il pettirosso potranno recuperare la loro libertà.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.