A New York un uomo si prende cura dei pomodori di un’installazione del Guggenheim durante il lockdown

Tutti i pomeriggi attraversa Central Park per raggiungere il Guggenheim Museum e prendersi cura dei pomodori della mostra dell’architetto Rem Koolhaas. Controlla la temperatura, la luce e lo spettro luminoso dell’installazione, ma permette anche ai passanti di Fifth Avenue di ammirare questa installazione dall’esterno.
Gaia Cortese 29 maggio 2020

In seguito al lockdown dovuto alla diffusione del Covid-19, musei e gallerie d’arte sono state costrette a chiudere temporaneamente le porte al proprio pubblico. Stessa sorte è capitata all’arcinoto Guggenheim Museum di New York, che tuttavia in questo periodo di emergenza ha mantenuto una sezione del museo "aperta".

Si tratta di una parte della mostra dell’architetto Rem Koolhaas, un’installazione dedicata al connubio esistente tra il mondo dei prodotti della terra e il progresso tecnologico. Ecco perché al piano terra del museo newyorkese oggi si trova allestita una grande piantagione industriale di pomodori, ermeticamente sigillata e posta sotto delle luci a LED rosse, Qui è stato ricreato un microclima finemente sintonizzato che permette la crescita dei pomodori, che ogni venerdì vengono raccolti e venduti a ristoranti locali con difficoltà di approvvigionamento.

A prendersi cura di questa serra che tanto assomiglia a un laboratorio nucleare per via delle luci rosse, è David Litvin, specialista delle colture indoor, che ha permesso all’installazione di sopravvivere nonostante il lockdown. Tutti i pomeriggi (non al mattino per non infastidire le api dedite all'impollinazione) David attraversa il polmone verde di New York, il Central Park, per andare a controllare la temperatura, la luce e lo spettro luminoso dell’installazione, mentre chi passeggia lungo la Fifth Avenue può ammirare dall’esterno la piccola piantagione di pomodori: questa parte della mostra, infatti, è l’unica parte ancora visitabile, grazie ad una vetrina che affaccia direttamente sulla strada.