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6 Agosto 2020
14:30

Abbattitore di polveri sottili: cos’è e come funziona lo strumento per ripulire l’aria che respiri

Non è una novità, eppure forse non se ne parla abbastanza. Esiste uno strumento in grado di ripulire l’aria inquinata delle città in modo efficace ed ecologico e che ripropone il funzionamento della pioggia quando si “abbatte” sull’inquinamento.

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Abbattitore di polveri sottili: cos’è e come funziona lo strumento per ripulire l’aria che respiri
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L’inquinamento atmosferico è uno dei veri problemi del nostro tempo. In particolare in alcune grandi città, quelle con enormi edifici vecchi e poco efficienti e attraversate ogni giorno da milioni di automobili magari con a bordo una sola persona, presentano una qualità dell’aria ben oltre i limiti che garantirebbero la salute dei cittadini. Per questo, da diversi anni ormai si accetta qualsiasi proposta innovativa che possa aiutare a ridurre la quantità di aria tossica che minaccia i nostri polmoni e la nostra salute.

Per farti un esempio, esiste uno strumento chiamato “abbattitore di polveri sottili” in grado, lo dice anche il nome, di “abbattere” il particolato presente nell’aria e rilasciare ossigeno pulito.

Ma come funziona questo strumento? Per vederci più chiaro, facciamo un passo indietro.

Si tratta di un’invenzione, chiamata APAS (Air Pollution Abatement) concepita dalla start-up italiana Is-Tech ancora nel 2013 e da allora introdotta in diverse città sia italiane che nel resto del mondo come ad esempio Pechino e Los Angeles.

Il suo funzionamento è molto semplice, ed emula quello della pioggia. In pratica, posizionato a un’altezza di un metro da terra, lo strumento aspira l’aria e la ripulisce sottoponendola a una sorta di “pioggia” di un liquido specifico che, appunto, abbatte le particelle di particolato depositandole in acqua e re-immette l’aria pulita nell’ambiente. Un funzionamento tanto semplice quanto efficace, che non produce scarti nocivi e che è già da anni attivo in diversi luoghi, posizionato nelle zone più soggette a traffico e quindi inquinamento.

Una tecnologia che è possibile utilizzare sia indoor che all’esterno, per arginare quanto più possibile una situazione altamente pericolosa per la nostra salute e per l’ambiente.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.