Agricoltura sostenibile: per una coltivazione basata sul rispetto della natura e dell’uomo

Agricoltura sostenibile significa ascoltare la natura e rispettarne i tempi e le possibilità, così da garantire a chi ne ha bisogno un’alimentazione sana e diffusa. Zero pesticidi, parsimonia nell’uso delle risorse idriche, rispetto per i lavoratori e per le risorse che lavorano.
Sara Del Dot 26 Novembre 2019

Quando vai al supermercato a fare la spesa, la maggior parte della frutta e verdura che acquisti proviene da un tipo di agricoltura industriale. Ciò significa che questi prodotti sono stati cresciuti in enormi campi destinati alle monocolture, con largo impiego di pesticidi e fertilizzanti e spesso danneggiando l’economia e la sussistenza dei piccoli agricoltori. Queste modalità di produzione, però, stanno danneggiando in modo irreparabile il Pianeta.

Il progressivo ampliamento dei campi destinati all'agricoltura industriale rappresenta una delle principali cause del disboscamento, le monocolture intensive impoveriscono il suolo, i fertilizzanti chimici intossicano l’aria compromettendo anche la salute dei lavoratori e l’impiego di acqua dolce è esagerato in un momento storico in cui un quarto della popolazione mondiale è a rischio crisi idrica. È quindi evidente che l’agricoltura industriale non sia affatto rispettosa dell’ambiente e che le nostre produzioni alimentari dovrebbero subire una rapida transizione verso un genere di produzione più sostenibile.

Ma cosa si intende per agricoltura sostenibile e quali sono gli elementi che questa pratica di coltivazione racchiude in sé? Quella verso una produzione meno impattante e che tenga in maggior considerazione i diritti dei lavoratori e del consumatore è una transizione possibile o una visione puramente utopica?

Cos'è l'agricoltura sostenibile

Non esiste una definizione definitiva e legislativa di agricoltura sostenibile, anche se non è difficile intuire che si tratti dell’incontro tra la filiera agricola e il concetto di sostenibilità. In sintesi, si tratterebbe di un’agricoltura che rispetta sia il produttore sia la natura e, di conseguenza, anche il consumatore.

Ma il discorso è più complesso di così. Infatti, come sicuramente saprai, il termine “sostenibilità” racchiude diversi significati e sfaccettature, e così accade anche quando è applicata a un’attività produttiva. L’agricoltura può infatti essere considerata sostenibile sotto diversi punti di vista. Può esserlo per l’ambiente, grazie a modalità di lavorazione del terreno poco invasive e rispettose per gli ecosistemi; per il contadino, il cui lavoro e benessere sociale viene tutelato grazie a un equo compenso e al rispetto della sua salute; per la società, perché fornisce prodotti di qualità a quante più persone possibili senza depauperare i terreni o danneggiare l’ambiente.

Definizione di agricoltura sostenibile

Secondo la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) le caratteristiche che rendono un’attività agricola sostenibile sono cinque:

  • Una sempre maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse energetiche, umane, idriche
  • Azioni dirette per conservare, proteggere e accrescere le risorse naturali
  • Progressivo miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, equo compenso e benessere sociale
  • Capacità di rafforzare la resilienza delle persone, delle comunità e degli ecosistemi
  • Meccanismi di governance efficaci

È quindi possibile considerare sostenibile un’agricoltura in grado di tenere conto delle specificità del suolo adattando a esse gli interventi, che presta attenzione all'impiego di risorse idriche, che tutela i lavoratori garantendo loro salute e un equo compenso, che non fa uso di pesticidi e fertilizzanti chimici, che rispetta i tempi di crescita e salvaguarda la biodiversità senza far uso di OGM o monocolture intensive.

Tipi di agricoltura sostenibile

Come ho già detto, il concetto di agricoltura sostenibile è molto ampio e abbraccia diversi aspetti. Per questo, è possibile individuare all'interno di questo macro-settore tanti modelli agricoli differenti, di cui avrai sicuramente già sentito parlare, come ad esempio:

  • Agricoltura biologica: è un tipo di agricoltura che non fa uso di fertilizzanti e pesticidi chimici nel totale rispetto dei suoli e delle risorse.
  • Agricoltura biodinamica: si basa sul concetto che tutto sia interconnesso e ogni singolo elemento naturale faccia parte di un grande macro sistema in cui l’intervento dell’uomo deve essere minimo, escludendo naturalmente l’impiego di sostanze chimiche nel totale rispetto degli equilibri della natura.
  • Permacoltura: un’insieme di modalità di agricolture che vogliono mantenere la fertilità costante del terreno ma anche integrare perfettamente le attività e strutture antropiche con la natura circostante.
  • Agricoltura sociale: è un tipo di agricoltura che mette in primo piano il benessere sociale dei lavoratori, ponendo l’attività di coltivazione come occasione di riscatto e di libertà per soggetti deboli.