È arrivato il momento di coltivare un agrifoglio: se non a Natale, quando?

Sappiamo che è una delle più tradizionali piante natalizie e che è considerata anche un portafortuna. Ma sai come si coltiva l’agrifoglio, come riconoscerne le numerose varietà e come difendere la pianta da malattie e parassiti?
Gaia Cortese 5 Dicembre 2020

Non è Natale, e non è inverno, se da qualche parte non compare un agrifoglio. Facilmente riconoscibile per le sue bacche di un colore rosso brillante, l’agrifoglio è un arbusto ornamentale sempreverde originario dell’Europa centro-meridionale, che può raggiungere anche i 10 metri di altezza. Le sue foglie di colore verde vivo e le sue bacche rosse ravvivano i giardini invernali, ma attenzione agli aculei delle foglie che possono pungere  nel momento in cui si tocca la pianta.

Varietà

Esistono diversi tipi di agrifoglio, se ne contano addirittura 400 specie, e differiscono tutte per le dimensioni, per il colore del fogliame e per la velocità di crescita. L’agrifoglio più conosciuto è senza dubbio l’Ilex aquifolium argentea marginata, detto anche agrifoglio variegato in cui le foglie verde chiaro hanno i margini giallini.

Foto dell’agrifoglio variegato o Ilex aquifolium argentea marginata

C’è poi l’agrifoglio ferox, una varietà che in pieno sviluppo vegetativo può raggiungere i 3,5 metri di altezza e i 3 metri di larghezza. L’agrifoglio crispa aurea picta, le cui bacche rosse maturano verso la fine di novembre, si riconosce facilmente per la macchia di colore giallo verde che compare al centro delle sue foglie. Interessante poi da sapere è che per le composizioni natalizie vengono spesso usati i rami dell’Ilex verticillata, una varietà che perde sia le foglie che le bacche, ma viene apprezzata per i rami nudi che sembrano dei bellissimi coralli.

Richiede poi pochissima manutenzione, l’Ilex Crenata, altrimenti detto l’agrifoglio del Giappone. Dalla forma fitta e arrotondata, questo arbusto si presta per realizzare delle siepi, può essere piantato in quasi tutte le zone del giardino perché tollera bene sia il sole sia l’ombra.

Significato

L’agrifoglio è un arbusto sempreverde e pertanto simboleggia l’eternità. Ciononostante, le sue foglie pungenti sono simbolo anche di aggressività: in passato, infatti, i rami di agrifoglio venivano usati dai druidi e dagli antichi romani per cacciare via gli spiriti maligni, oppure venivano indossati tra i capelli come simbolo di buon auspicio durante i riti sacrificali. Ecco perché ancora oggi l’agrifoglio è considerato un portafortuna e la tradizione vuole che venga usato per addobbare la porta della propria casa.

Coltivazione

Per coltivare un agrifoglio non occorre che tu sia un pollice verde, perché è una pianta molto resistente che cresce bene sia in pieno sole sia all’ombra. Non teme le temperature rigide dell’inverno e sopporta temperature fino a 15°C sotto lo zero, ad eccezione dell’Ilex cornuta per cui è meglio fare una pacciamatura preventiva.

L'agrifoglio generalmente predilige un terreno acido e non argilloso e non necessita di potatura perché cresce abbastanza lentamente.

Se coltivi l’agrifoglio in terra piena basta innaffiarlo ogni due settimane circa, se lo coltivi in vaso, regolati aumentando le innaffiature in base a quanto la terra è umida.

Fioritura

Nella foto, i fiori bianchi dell’agrifoglio

L'agrifoglio è una pianta dioica, vale a dire che presenta sia fiori maschili che fiori femminili. I fiori sono spesso riuniti in mazzetti e compaiono già verso la fine dell’estate. Durante il periodo autunnale la pianta produce un copioso numero di frutti rossi o tendenti al giallo che possono variare di tonalità in base alla specie.

Moltiplicazione

Il metodo più usato per la moltiplicazione dell'agrifoglio è la talea, che viene prelevata con un taglio lungo alla base della pianta dai soli fiori femminili. La talea viene posta in un substrato costituito da sabbiatorba in quantità uguali e, a radicazione avvenuta, nella primavera successiva le piantine potranno essere spostate in terra piena.

Questa operazione è da fare sempre nel periodo estivo. Ricordati poi che l'agrifoglio predilige il terreno acido e non gli piace quello argilloso. Può essere coltivato sia in piena terra che in vaso, e la messa a dimora va fatta solitamente tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.

Malattie e Parassiti

Tra le malattie che possono colpire l'agrifoglio c'è la ruggine, un fungo che presenta molteplici macchie giallastre o di un colore scuro nella parte superiore della foglia e che provoca l’avvizzimento della pianta facendo cadere tutte le foglie. In questo caso puoi intervenire con un fungicida specifico.

La pianta poi può seccare se viene attaccata dalla cocciniglia, un parassita che si nutre della linfa della pianta ospite. In questo caso meglio intervenire con un antibiotico consigliato dal vivaista o con l'olio bianco, una miscela ottenuta da diversi oli minerali che viene vaporizzata su foglie e rami.