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14 Febbraio 2020
10:00

Al via l’esproprio dei terreni dove sorgerà l’area dedicata alle farfalle minacciate dal cantiere del Tav

Per mettere in salvo la farfalla Zerynthia polyxena, una specie in via di estinzione e protetta a livello europeo, è stato studiato un percorso boschivo, con tanto di "piazzole di sosta", che consentirà il trasferimento degli animali dalla zona del cantiere ad un'area protetta. Critiche dal movimento No Tav: "Progetto rischioso".

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Al via l’esproprio dei terreni dove sorgerà l’area dedicata alle farfalle minacciate dal cantiere del Tav
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Come sicuramente saprai, tra gli argomenti più divisivi c'è il Tav, ossia la linea Torino-Lione del treno ad alta velocità. Un progetto di cui si parla da più di 30 anni ma che ancora non si sa se e quando vedrà la luce. Per gli ambientalisti il gioco non vale la candela e la grande opera rischia di alterare irrimediabilmente l'ecosistema della Val di Susa, danneggiando la comunità locale. Una delle specie minacciate dalla presenza del cantiere del Tav, a Chiomonte, è la Zerynthia polyxena, una farfalla in via di estinzione che rientra nell'elenco delle specie protette a livello europeo.

Si è resa dunque necessaria l'elaborazione di un piano per trasferire il raro lepidottero in un'altra area. Il Consorzio Forestale Alta Valle di Susa, seguendo uno studio condotto dall'Università di Torino in collaborazione con Regione Piemonte e Telt, la società incaricata di realizzare la nuova linea ferroviaria, ha ideato un "percorso" attraverso il bosco, fatto di "corridoi ecologici" e "piazzole di sosta" in cui riprodurre l'habitat per lo sviluppo di uova e larve della Zerynthia polyxena, così da permettergli di traslocare e quindi sopravvivere.

E così la mattina del 12 febbraio sono iniziate le operazioni per l’esproprio temporaneo dei 45 appezzamenti di terreno che dovranno servire proprio per la realizzazione degli spazi boschivi per far spostare la farfalla lontana dal cantiere. Il movimento No Tav ha aspramente criticato il progetto definendolo molto rischioso. I responsabili dello studio sottolineano invece che ogni grande opera ha un impatto sull'ambiente circostante, e che attraverso questa soluzione si cerca di limitare alcuni effetti negativi.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.