Al via un progetto per salvare l’anguilla, specie considerata a rischio estinzione in Italia e in Europa

Si chiama “Life19 nat / it / 000851 – Lifeel” il percorso di tutela, della durata di quattro anni, delle popolazioni di anguilla del bacino del Po in Italia e dell’Est Macedonia e Tracia in Grecia, che coinvolgerà una serie di enti pubblici (con capofila la Regione Lombardia) e soggetti privati. Dagli anni Ottanta a oggi gli stock sono crollati del 99%.
Federico Turrisi 22 Aprile 2021

Che sia una prelibatezza a tavola non ci sono dubbi, ma sapevi che l'anguilla rischia di sparire per sempre dai bacini italiani ed europei? Il numero di esemplari di questo pesce ha subito infatti un calo vertiginoso: dagli anni Ottanta la diminuzione degli stock è stata del 99%. Non a caso l'Anguilla anguilla (questo il nome scientifico della specie) è stata classificata dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) nella categoria CR, ovvero come specie "in pericolo critico", che è il gradino immediatamente precedente all'estinzione in natura.

Per dare qualche chance di sopravvivenza in più all'anguilla è stato lanciato il progetto europeo "Life19 nat / it / 000851", o più semplicemente progetto Lifeel, che ha durata quadriennale e può contare su un vasto partenariato che comprende enti pubblici, università, società private e anche un istituto di ricerca greco. A fare da ente capofila è la Regione Lombardia. Obiettivo? Fornire un sostegno al patrimonio di biodiversità del bacino del Fiume Po e del territorio del Parco Nazionale della Macedonia Orientale e della Tracia (in Grecia) attraverso la conservazione dell’anguilla europea.

Il progetto ha un valore di oltre 5 milioni di euro ed è finanziato per il 50% dall'Unione Europea, con la compartecipazione di co-finanziatori esterni. "Una rete istituzionale ampia e di alto profilo" – ha affermato Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi – "per rendere concrete azioni di tutela delle popolazioni di anguilla del bacino del Po in Italia e dell’Est Macedonia e Tracia in Grecia".

Andando più nel dettaglio, i principali obiettivi sono la tutela della migrazione verso il Mar dei Sargassi degli esemplari adulti, che assicurano il maggior successo riproduttivo, e la realizzazione di un programma di riproduzione e allevamento in cattività, con lo scopo di produrre giovani da rilasciare in natura. Si procederà poi a deframmentare l’habitat fluviale e ripristinare l’accesso ad aree specifiche per la specie, favorendo la mobilità delle anguille nel bacino idrografico. "Vogliamo ridurre l’impatto delle turbine degli impianti idroelettrici sulle anguille in discesa nei corsi d’acqua mediante un sistema di barriera fotoelettrica e linee guida per i produttori idroelettrici", ha aggiunto l'assessore Rolfi. "Provvederemo anche a sensibilizzare i pescatori e l’opinione pubblica sul problema della conservazione dell’anguilla".