Alfonso Signorini su Chi ignora il caso Medugno: “Donare senza pretendere resta il principio”

Nella sua lettera pubblicata su Chi, Alfonso Signorini evita di commentare il caso Medugno, preferendo ribadire il valore del dono disinteressato. Una scelta comunicativa che suona come una presa di distanza elegante ma ferma, attraverso un messaggio che mette al centro la generosità autentica.
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Redazione 2 Gennaio 2026

Nel numero del 31 dicembre del settimanale Chi, Alfonso Signorini ha pubblicato una lettera editoriale dedicata ai valori universali come la generosità e la gratuità del dono. Un testo simbolico, diffuso in un momento delicato, che si distingue per un messaggio forte, ma privo di riferimenti diretti a fatti recenti.

Il silenzio sul caso Medugno

Nonostante le polemiche delle ultime settimane legate a Eugenio Medugno — ex gieffino iscritto nel registro degli indagati — Signorini ha scelto consapevolmente di non citarlo. Nessuna menzione, nessun commento, ma solo una frase che sembra valere come presa di posizione indiretta: “Il principio resta lo stesso di sempre: donare senza pretendere”.

Un messaggio che suona come una presa di distanza

Pur senza mai affrontare il tema apertamente, le parole del direttore di Chi suonano come un messaggio chiaro. La frase “dare senza calcolare” si colloca in un contesto in cui il dibattito pubblico ha messo in discussione la genuinità di certi gesti, lasciando intendere che Signorini voglia riaffermare un principio etico personale e professionale.

Il valore del gesto gratuito

La riflessione di Signorini sembra voler riportare l’attenzione sul significato profondo dell’atto di donare. Un gesto che, per essere autentico, deve prescindere da qualsiasi aspettativa o ritorno. Un invito, dunque, a riscoprire un’etica della solidarietà slegata da interessi e tornaconti.