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9 Marzo 2021
11:00

Alla scoperta delle Cascate Vittoria, uno spettacolo della natura che lascia senza fiato

Prima della pandemia le cascate Vittoria sul fiume Zambesi, al confine tra Zambia e Zimbabwe, erano una delle principali mete turistiche dell'Africa meridionale. Il motivo è molto semplice: sono un autentico prodigio della natura. Il fronte delle cascate è lungo più di un chilometro e mezzo, mentre la loro altezza supera i 100 metri.

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Alla scoperta delle Cascate Vittoria, uno spettacolo della natura che lascia senza fiato
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È uno dei luoghi più incantevoli del mondo, Le cascate Vittoria sono la quintessenza della potenza (e allo stesso tempo della fragilità) della natura. Proprio per la loro straordinaria bellezza, sono state inserite nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dall'Unesco e sono diventate la principale attrazione turistica dell'Africa meridionale.

A renderle uniche è la particolare conformazione del territorio: le cascate sono generate dal fiume Zambesi, che si butta nelle profondità di una gola naturale, creando una sorta di enorme sipario fatto di acqua e una nuvola di spruzzi che sale anche di centinaia di metri quando la portata del fiume è maggiore. Il fronte delle cascate è lungo più di un chilometro e mezzo, con un salto che può variare tra i 100 e i 120 metri, circa il doppio rispetto alle cascate del Niagara. Insomma, emozione allo stato puro.

Anche lo scenario intorno merita di essere menzionato: le cascate infatti fanno parte di due aree protette che custodiscono una ricchissima biodiversità, ovvero il parco nazionale Mosi-oa-Tunya (in Zambia) e il parco nazionale delle Cascate Vittoria (in Zimbabwe), che rientrano entrambi all'interno della più grande Area di conservazione transfrontaliera Okavango-Zambesi.

Dove si trovano

Le cascate Vittoria si trovano proprio sul confine tra Zambia e Zimbabwe, nell'Africa centro-meridionale. Anche se sono ubicate in un luogo selvaggio, le cascate sono facilmente raggiungibili da Livingstone (in Zambia), città che prende il nome dal celebre esploratore scozzese che intorno alla metà dell'Ottocento ribattezzò le cascate in onore della regina Vittoria. Qui è presente un aeroporto internazionale, ben collegato a importanti centri come Johannesburg (in Sudafrica) e Windhoek (capitale della Namibia).

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Quando andare

Il periodo migliore per visitare le cascate Vittoria va da giugno a metà agosto, durante la stagione secca fresca, ovvero quando il fiume Zambesi è in una fase intermedia tra la piena e la secca. Durante la stagione delle piogge (da novembre a fine marzo) il rischio di incappare in qualche acquazzone tropicale è piuttosto elevato. Nel mese di aprile, inoltre, quando la piena del fiume raggiunge il suo massimo, non è possibile vedere alcune parti delle cascate a causa degli spruzzi e della nebbia da essi prodotta ed è dunque difficile fotografarle bene.

La stagione secca calda (da metà agosto a fine ottobre) potrebbe invece metterti a dura prova con il clima torrido e temperature superiori anche ai 35 gradi. E poi con una minore portata del fiume, le cascate si dividono in diversi rivoli e lo spettacolo naturale potrebbe risultare meno imponente di quanto ti potessi aspettare. Certo, per pianificare la prossima visita alle cascate Vittoria ci vorrà ancora tempo e bisognerà aspettare almeno che vengano allentate le restrizioni ai movimenti prese per contenere la diffusione del coronavirus SARS-CoV-2.

Le cascate Vittoria oggi

Oggi la principale minaccia alle cascate Vittoria ha un nome ben preciso: cambiamento climatico. L'aumento delle temperature e le ondate di calore sempre più prolungate e intense (con temperature che possono sfiorare perfino i 50 gradi) rischiano infatti di prosciugarle nella stagione secca. Fecero il giro del mondo le impressionanti fotografie scattate nel dicembre 2019, quando la portata del fiume Zambesi si ridusse di oltre il 50% a causa dell'eccezionale siccità. Un problema che non minaccia soltanto il turismo, ma mette in pericolo anche la sopravvivenza degli animali e il sistema di approvvigionamento idrico ed energetico dell'intera regione. Sarebbe un colpo al cuore vedere in certi periodi dell'anno le cascate Vittoria ridotte praticamente a una nuda parete rocciosa. Ma purtroppo un tale scenario non è più inverosimile per colpa del riscaldamento globale.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.