Allarme neve bagnata: secondo l’Onu nel 2036 potrebbe diventare impossibile sciare sulle Dolomiti

Nel giro di appena 14 anni la stagione sciistica e l’escursionismo potrebbero essere compromessi a causa della crisi climatica: secondo un rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) aumenteranno i “rischi climatici” diretti e indiretti dovuti alla neve bagnata e anche la distribuzione di energia elettrica sarà più carente.
Martina Alfieri 13 Ottobre 2022

Il surriscaldamento globale ha delle conseguenze che spesso nemmeno immaginiamo. Lo sci e l’escursionismo alpino, per esempio, potrebbero diventare attività sempre meno praticate sulle Dolomiti nei prossimi decenni, come dimostra un rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), agenzia delle Nazioni Unite. Da qui a 14 anni, infatti, la neve sarà troppo bagnata mentre l’energia, necessaria per la manutenzione di piste e impianti di risalita – come sappiamo – rischia di essere sempre più carente.

Il rapporto, intitolato “2022 State of Climate Services. Energy”, prende in esame diversi territori del mondo, valutando l’impatto dei cambiamenti climatici in relazione all’approvvigionamento energetico, per migliorare l’efficienza della produzione e della distribuzione di energia e ridurre, al contempo, le emissioni.

Tra i casi di studio presi in esame, a fianco ad esempio della Cina, dell’Egitto e del Giappone, ci sono le nostre Dolomiti:

Lo studio si è concentrato sulla regione alpina, dove il cambiamento climatico ha già mostrato effetti notevoli in termini di aumento della temperatura (2 °C negli ultimi 120 anni) a un ritmo doppio rispetto alla media globale, con conseguenze drammatiche in termini di ritiro dei ghiacciai e scomparsa dei ghiacciai”, si legge nel documento.

Se la crisi climatica avanzerà a questo ritmo, le cose peggioreranno drasticamente raggiungendo il punto di rottura nel 2036. Sulle Dolomiti, in particolare nella provincia di Belluno, si stima un aumento fino al 6,2% del rischio climatico diretto e del 10,2% del rischio climatico indiretto riconducibili al fenomeno della neve bagnata nel periodo 2036-2065. Tra le località più minacciate è menzionata anche Cortina, meta sciistica tra le più frequentate.

Quali sono, dunque, le soluzioni? Per il WMO, tutto il mondo deve impegnarsi per raggiungere al più presto l’obiettivo zero emissioni, e per questo è fondamentale investire di più nell’energia pulita. Il settore energetico, infatti, sarebbe fonte di tre quarti delle emissioni globali di gas serra. Per raggiungere lo zero netto entro il 2050, la fornitura di elettricità a basse emissioni dovrebbe raddoppiare entro i prossimi otto anni.