Allevamenti di alpaca: come avere lana anallergica curando anche il benessere dell’animale

Un allevatore di alpaca ci racconta come ha dato inizio alla sua attività nelle Marche, in provincia di Macerata. I primi due esemplari, la gestazione di oltre 11 mesi, come e dove filare la lana. Una lana anallergica, estremamente calda, resistente e pregiata quanto il cachemire.
Gaia Cortese 20 Agosto 2019

Già al primo impatto risultano simpatici. Scoprire poi che il loro verso si chiama humming, aumenta la curiosità verso questo animale. Stiamo parlando dell’alpaca, quel mammifero simile a un cammello, guardato con simpatia, ma “a vista” per timore che sputi come il “cugino” lama. Si dà il caso che l’alpaca sia sempre più quotato per la sua lana e che gli allevamenti di questo animale si stiano diffondendo a macchia d’olio. In provincia di Macerata, a Potenza Picena, il Giardino dell’Alpaca è un piccolo allevamento di alpaca nato per curiosità di un giovane imprenditore, Simone.

“Ho iniziato l’attività di allevatore di alpaca tra il 2006 e 2007 – racconta Simone -. Ho visto per caso un servizio in televisione di un allevamento non troppo distante da dove vivevo; sono così andato a vederlo e dopo aver studiato un attimo come potevo avviare un’attività, ho preso i primi due animali. Di questi, una era una femmina ed era incinta. La decisione di continuare o meno l’attività era una pura scommessa, tant’è che ho pensato: se nasce una femmina vado avanti, altrimenti no. È nata una femmina e ora di alpaca ne ho otto”.

Avere un allevamento di alpaca di per sé non è complicato. Il problema è come ricavarne un prodotto: la lana, infatti, deve essere lavorata per ottenere un qualsiasi manufatto da poter vendere.

La lana di alpaca è anallergica perché non contiene la lanolina, un grasso tipico della lana di pecora che può causare disturbi alla pelle.

“Con un numero esiguo di alpaca, la lana da lavorare era troppo poca – prosegue Simone -. Venti, trenta chili sono davvero una quantità modesta se si pensa a quello che viene filato dai lanifici tradizionali. Nel tempo, con un po’ di conoscenze nel settore, sono comunque riuscito a trovare la strada per filare anche la mia lana”.

Quali sono le caratteristiche della lana di alpaca?

“Il 70 per cento della gente non conosce la lana dell’alpaca. È tre volte più resistente della lana di pecora, tiene sette volte più caldo, è quasi paragonabile al cachemire per morbidezza e per resistenza. È difficile che abbia una carica statica, quindi è estremamente piacevole da indossare; è termica, una trapunta di alpaca è in grado di mantenere la temperatura del corpo; è anallergica perché non contiene lanolina. La lana di alpaca ha poi ben 22 tipi di colore naturale dal beige al bianco panna, fino al marrone chiaro. Si può ottenere anche il colore nero, ma non è facile allevare un alpaca nero, perché ce ne sono davvero pochi al mondo”.

Un’idea di quanto costa un prodotto di lana di alpaca…

“La lana filata si vende tra i 130 e i 180 euro al chilo. Il costo di un maglione di alpaca va dai 200 euro in su, molto dipende se è un prodotto artigianale o industriale, ma può dipendere anche dal brand. Invece, un alpaca può costare dagli 800 euro in su, anche se può arrivare anche a 30.000 o 40.000 euro. Va detto che questi animali non vengono sfruttati. In Italia l’alpaca non viene mai ammazzato per produrre carne come avviene per esempio in Australia. L’animale viene utilizzato solo per ricavarne lana, aspetto che garantisce benessere sia all’animale sia all’uomo".

Come si convive con un alpaca?

"L’alpaca è in natura un predato, per cui è facile vederli sempre un po’ sull’attenti, vigili. Sono animali da branco molto sensibili, che rispettano il segno del territorio, anche se ogni tanto c’è una disputa tra chi vuole comandare.  Quando l’alpaca rimane incinta, si prepara a una gestazione molto lunga che dura circa 11 mesi e mezzo. Il cucciolo, che si chiama Cria, dopo poche ore dalla nascita scorrazza già in giro, ma deve in breve tempo attaccarsi alla mamma per assumere il colostro, altrimenti muore. Gli alpaca sputano solo se minacciati. E la cosa curiosa è che una femmina d’alpaca capisce da sola se è incinta o meno: se infatti viene messa in recinto con un maschio e sputa, significa che è incinta".

(Modificato da Gaia Cortese il 5-9-2019)