Anche il marchio Dolce & Gabbana dice addio alle pellicce nelle sue collezioni

La maison di moda Dolce & Gabbana dice addio alle pellicce nelle sue collezioni. L’obiettivo è quello di lavorare su materiali ecosostenibili e processi di produzione che rispettino l’ambiente (e l’ultima collezione dimostra che il marchio ci sta riuscendo).
Gaia Cortese 31 Gennaio 2022

Dolce & Gabbana sarà un marchio fur free. Una decisione che era già stata resa pubblica in occasione della conferenza stampa dello scorso 15 gennaio per la sfilata della linea uomo autunno/inverno 2022, e che oggi è nuovamente ufficializzata. Come riportato da Ansa, infatti, "Dolce&Gabbana ha scelto di dismettere l'uso della pelliccia animale in tutte le sue Collezioni a partire dal 2022", e nelle prossime collezioni le pellicce saranno realizzate esclusivamente con fibre sintetiche.

Per far ciò la maison continuerà a collaborare con i migliori pellicciai italiani, "nell'ottica di preservare il lavoro e la professionalità dei maestri pellicciai, depositari di conoscenze e abilità specifiche dal valore aggiunto irrinunciabile, Dolce & Gabbana continuerà a collaborare con questi artigiani nella realizzazione di capi e accessori in eco-pelliccia, un'alternativa sostenibile, faux fur, che ricorre all'uso di materiali riciclati e riciclabili".

Nella collezione Uomo A/I 2022 sono già state inserite diverse versioni di pellicce sintetiche che, grazie al know how dei pellicciai con cui il famoso marchio di moda collabora da anni, sono difficilmente distinguibili dai capi di vera pelliccia.

Dolce & Gabbana sta investendo notevolmente sulla ricerca di materiali ecosostenibili e di riciclo, con l’obiettivo di ampliare i risultati ottenuti a tutte le categorie merceologiche. Difatti, Fedele Usai, Group Communication & Marketing Officer del brand, ha così commentato il cambio di rotta: "Dolce&Gabbana sta lavorando a un futuro più sostenibile. L’intero sistema moda ha una responsabilità sociale importante che deve essere promossa e incoraggiata: integreremo materiali innovativi e processi di produzione rispettosi dell’ambiente nelle nostre collezioni, salvaguardando allo stesso tempo i posti di lavoro e le professionalità che rischiavano di estinguersi". 

La svolta del marchio di moda italiano è stata sostenuta anche dalla Humane Society of the United States e dalla Humane Society International, l’organizzazione no-profit specializzata nella protezione degli animali, in accordo con le linee guida stabilite dalla Fur Free Alliance.