Anche pneumatici nel nostro mare: la loro usura produce microparticelle che inquinano le acque di tutto il mondo

Uno studio britannico ha analizzato l’inquinamento causato dalle microparticelle prodotte dagli pneumatici. Sono quasi invisibili all’occhio umano, ma così letali per la vita delle acque di mari e fiumi.
Alessandro Artuso 31 maggio 2020

Le microplastiche sono un problema da non sottovalutare visto che il loro degradamento lascia degli scarti, soprattutto con gli pneumatici della tua automobile. Questi materiali rilasciano nell'ambiente delle microparticelle i cui scarti terminano la loro corsa nei mari. Lo studio è stato realizzato dall'Università di Plymouth e pubblicato sul sito del Dipartimento per l'Ambiente il Cibo e gli Affari Rurali.

La ricerca

Questi scarti di minuscole dimensioni sono una fonte di inquinamento dei mari di tutto il mondo. Il loro spostamento dipende in gran parte dagli agenti atmosferici come il vento che li porta di qua e di là in fiumi, fognature, mare e in tanti altri luoghi. Secondo gli scienziati soltanto nel Regno Unito 100 milioni di metri quadrati di rete fluviale e 50 di acque costiere ed estuari dei fiumi sarebbero contaminati dalle particelle causate dall'usura degli pneumatici.

Non solo la plastica inquina

La lotta all'inquinamento continua e i contrasti per trovare delle soluzioni adeguate si fanno sempre più forti. Limitare l'uso della plastica, insieme ad altri materiali che non fanno del bene alla terra in cui vivi, è un punto di partenza e non uno di arrivo: le parole, mai come in questo caso, devono essere accompagnate dai fatti, concreti. Intanto, però, è bene ridurre le emissioni delle particelle prodotte dall'usura con misure adeguate.