Ancora sangue nel mare delle isole Faroe: 1.428 delfini intrappolati e massacrati per la caccia Grindadrap

Sea Shepherd ha denunciato che si tratta del massacro con la portata maggiore di animali uccisi da decenni. A essere sconcertati dall’accaduto anche gli abitanti delle Isole e alcune associazioni partecipanti.
Sara Del Dot 15 Settembre 2021

Ancora una volta si è tinto di sangue il mare delle isole Faroe, dove prosegue imperterrita la Grindadrap, la barbara tradizione della caccia alle balene, che da secoli comporta l’uccisione di migliaia di cetacei tra delfini e balene.

La scorsa domenica l’orrore si è ripetuto e in numeri che non si vedevano da decenni. 1.428 delfini sono stati intrappolati senza via di scampo e macellati in mare e sulla spiaggia di Skalabotnur a Eysturoy, dove sono stati trascinati lasciando dietro i loro corpi senza vita una grande macchia cremisi.

Un bilancio, quello di questa “edizione”, che è stato dichiarato senza precedenti dal 1940, quando erano stati uccisi 1200 delfini. Solitamente infatti nella Grindadrap vengono trucidati circa 600 balene e qualche decina di delfini.

L’enorme portata di delfini intrappolati e la scarsità di persone pronte a ucciderli una volta giunti in acque basse ha provocato un prolungamento dell’agonia di questi animali, che sono stati lasciati agonizzanti a contorcersi per un tempo infinitamente lungo prima di perdere la vita. Inoltre la carne che deriverà da questa caccia potrebbe essere troppa per soddisfare le famiglie delle isole che solitamente se ne nutrono, quindi è probabile che verrà in parte gettata via. Crudeltà e spreco in una sola occasione.

La portata dell’avvenimento ha creato paura, shock e sconcerto non soltanto tra gli ambientalisti, gli animalisti e chi è già sensibile al tema, ma anche in alcune associazioni che fanno parte dell’evento e moltissimi abitanti delle Isole, che hanno dichiarato l’accaduto “inutile e crudele”.