Api e vigneti possono coesistere, basta usare la chimica nel modo giusto: la lezione di tre giovani agronomi e viticoltori

Abbiamo intervistato un giovane agrotecnico e viticoltore, che insieme a due amici ha deciso di mettere le api nella vigna con un uso sapiente e selettivo della chimica sfatando così il mito che i viticoltori distruggono il territorio.
Gianluca Cedolin 3 Febbraio 2022

Storicamente, apicoltori e viticoltori non sono mai andati troppo d'accordo, ma negli ultimi tempi sono nate in Italia moltissime esperienze di convivenza, con le api che hanno iniziato a popolare le vigne, portando importanti benefici all'ambiente.

Tre amici veneti tra i 32 e i 34 anni, tutti produttori di Prosecco Doc e Docg, hanno deciso di mettere alcune arnie nelle loro vigne. Sono Loris Florian, imprenditore agricolo, dottore in viticoltura ed enologia, Luca Della Colletta, enologo, e Andrea Toppan, agrotecnico e viticoltore di Oderzo.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Andrea, chiedendogli gli obiettivi e l'importanza del loro lavoro.

Andrea, come nasce il vostro progetto e in cosa consiste?

Io, Luca e Loris siamo proprietari o conduttori di aziende vitivinicole, abbiamo una formazione agraria e grande passione per i temi legati al riscaldamento globale. Siamo partiti con l'idea, semplice, di mettere le api in vigna, consci della loro importanza per l'ecosistema. Ha iniziato Luca, con una ventina di arnie a ridosso del vigneto, e noi l'abbiamo seguito. Abbiamo voluto sfatare il mito che i viticoltori distruggono il territorio: anzi, apicoltura e viticoltura devono coesistere.

Hai parlato dell'importanza delle api per l'ecosistema. Come possiamo riassumerla?

L'ape è un insetto che dà vita, perché è un impollinatore, e nelle nostre colline è un bioindicatore: la loro presenza certifica l'esistenza di una vasta biodiversità.

Voi utilizzate dei pesticidi, ma in maniera totalmente controllata. Questo cosa può insegnare?

Le nostre aziende sono certificate Sqn (Sistema di qualità nazionale), ci atteniamo al disciplinare della lotta integrata. Secondo me siamo la dimostrazione di come la chimica, usata sapientemente in agricoltura, permetta di far convivere le api nei vigneti. I viticoltori oggi cercano insetticidi il più possibile selettivi e sostenibili, che non creino danni all'ambiente e all'uomo, ma è importante monitorare ed estirpare gli infestanti sistematici. Servono coscienza, conoscenza, impegno e costante aggiornamento.

Quali sono le vostri aspirazioni future riguardo questo progetto?

Speriamo ci sia un seguito, ci sono persone che vogliono intraprendere questo percorso. L'obiettivo è sensibilizzare viticoltori e agricoltori sul tema del riscaldamento climatico e su come l'apicoltura dia lustro al territorio.