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2 Aprile 2021
12:00

Api in pericolo: diminuisce l’uso dei pesticidi, ma aumentano i loro effetti nocivi sugli insetti

Secondo un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi e basato su dati raccolti tra il 1992 e il 2016 negli Stati Uniti, l'impatto dei pesticidi tossici sulle api e sugli altri insetti impollinatori è in aumento, nonostante un calo della quantità delle sostanze chimiche utilizzate. È chiaro che così non si possa andare avanti.

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Api in pericolo: diminuisce l’uso dei pesticidi, ma aumentano i loro effetti nocivi sugli insetti
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Ormai è un dato condiviso da tutta la comunità scientifica che il declino degli insetti impollinatori sia da collegare, oltre agli effetti del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità, soprattutto all'inquinamento provocato dall'uso massiccio in ambito agricolo di pesticidi tossici, come i neonicotinoidi. Ti aspetteresti allora che le autorità competenti facciano qualcosa per fermare questa catastrofe, che ha ripercussioni sugli equilibri degli ecosistemi. Ed effettivamente sì, qualcosa è stato fatto. Per esempio, l'Unione Europea ha bandito l'uso di tre neonicotinoidi (l'imidacloprid, il clothianidin e il tiamethoxam). Ma ecco che arriva la doccia fredda: nonostante l'utilizzo di pesticidi sia diminuito, negli ultimi anni le api e gli altri impollinatori sono stati esposti a livelli sempre più elevati di tossicità da pesticidi.

È quanto emerge da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell'Università di Coblenza-Landau, in Germania. La conclusione a cui sono arrivati gli scienziati si basa sull'analisi di dati risalenti al periodo 1992-2016 e riguardanti solo gli Stati Uniti, ma è molto probabile che tale tendenza (minore volume di pesticidi utilizzati, ma maggiore impatto sugli insetti impollinatori) sia condivisa da altri Paesi del mondo, compresi quelli europei.

"Alcuni composti chimici sono stati sostituiti da preparati con un minore livello di tossicità per i vertebrati, e questo è davvero un successo", afferma il professor Ralf Schulz, che ha coordinato la ricerca. "Tuttavia, allo stesso tempo, i pesticidi sono diventati più specifici e quindi, purtroppo, anche più tossici per i cosiddetti «organismi non bersaglio», come gli impollinatori e gli invertebrati acquatici. Le colture geneticamente modificate, a detta dei loro sostenitori, sono state introdotte per ridurre la dipendenza dell'agricoltura dai pesticidi chimici. Questo ovviamente non è vero, se guardiamo ai livelli di tossicità".

Un possibile argine a questo problema è l'introduzione di una sorta di "tassa sui pesticidi" per incoraggiare gli agricoltori a cambiare i prodotti fitosanitari in uso e a preferire quelli meno impattanti per l'ambiente, come fa la Danimarca già dalla seconda metà degli anni Novanta. Forse non sarebbe una cattiva idea per cercare di salvare le api.

Fonte | "Applied pesticide toxicity shifts toward plants and invertebrates, even in GM crops", pubblicato su Science il 2 aprile 2021.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.