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25 Giugno 2019
15:00

Asfalto con scarti di plastica: a Zermatt, in Svizzera, si testa un nuovo ecoasfalto

Lo speciale manto stradale, realizzato da una ditta scozzese, rappresenta un esempio di economia circolare che potrebbe contribuire nei prossimi anni a risolvere in parte il problema dello smaltimento dei rifiuti di plastica. Verrà usato nella famosa località turistica svizzera per verificare la resistenza alle forti escursioni termiche.

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Asfalto con scarti di plastica: a Zermatt, in Svizzera, si testa un nuovo ecoasfalto
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Hai mai pensato di camminare su una strada fatta di plastica? No, non è uno scenario da fantascienza, ma anzi una brillante soluzione per cercare di gestire meglio la quantità enorme di rifiuti di plastica in circolazione nel nostro pianeta. In un futuro non troppo lontano, infatti, le strade che percorriamo ogni giorno potrebbero essere realizzate anche con scarti di plastica. È questa l'idea che ha spinto un'azienda scozzese, la MacRebur, a creare un nuovo tipo di asfalto, resistente ed ecologico.

Questo speciale prodotto made in Uk è arrivato in Svizzera, precisamente a Zermatt, ai piedi del Cervino. Il motivo è semplice. Qui il manto stradale verrà messo alla prova perché dovrà resistere a temperature estreme, da meno 20 gradi a più 30 gradi. Ma come è fatto questo particolare eco-asfalto? La miscela utilizzata a Zermatt è stata prodotta mischiando 150 chilogrammi di rifiuti di plastica con 45 tonnellate di bitume. La plastica rappresenta dunque lo 0,3 per cento. Può sembrarti una goccia nell'oceano, ma non è proprio così. Se si pensa che ogni anno nella sola Svizzera vengono stese 6,5 milioni di tonnellate d'asfalto, con questo prodotto ecologico è possibile "riciclare" circa 16 mila tonnellate di rifiuti plastici. Il rischio di inquinamento poi è estremamente basso, dal momento che la plastica è avvolta dal collante e non può dunque disperdersi nella natura.

Secondo il produttore scozzese, l'asfalto è stato creato in modo da resistere alle temperature delle diverse stagioni ed è più flessibile e longevo proprio grazie all'aggiunta di plastica. Ma a stabilirlo in maniera definitiva sarà il progetto pilota di Zermatt.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.