Nel 2026 le pensioni Inps subiscono un aumento provvisorio dell’1,4%, ma l’importo effettivo varia in base al reddito del pensionato. La rivalutazione, legata all’andamento dell’inflazione, è infatti applicata con percentuali diverse a seconda della fascia di reddito. Inoltre, anche la fiscalità locale può incidere sull’aumento netto percepito.
L’incremento delle pensioni per il 2026 si basa su una perequazione provvisoria dell’1,4%, applicata in misura diversa a seconda dell’importo mensile dell’assegno:
In base agli scaglioni, ecco alcuni esempi di aumento lordo mensile rispetto agli importi del 2025:
L’incremento dell’1,4% per il 2026 è superiore rispetto alla rivalutazione dello 0,8% applicata nel 2025. Tuttavia, va ricordato che l’anno scorso era stato previsto anche un incremento aggiuntivo transitorio del 2,2% per le pensioni più basse, misura che non è stata confermata per il 2026. Quest’anno, infatti, l’aumento aggiuntivo è stato ridotto all’1,3%.
Nel 2025 una pensione minima di 603,40 euro aveva ricevuto un aumento aggiuntivo del 2,2%, pari a 13,27 euro, portando l’assegno a 616,67 euro.
Nel 2026:
Il minimo sale a 611,85 euro con la rivalutazione dell’1,4%
Si aggiunge l’1,3% di aumento transitorio, pari a 7,95 euro
L’importo totale arriva a 619,80 euro
Rispetto a dicembre 2025, l’aumento effettivo è di soli 3,13 euro, ovvero circa lo 0,5%.
Conguaglio e aggiornamento a fine anno
Il valore definitivo dell’aumento sarà calcolato alla fine del 2026, in base ai dati effettivi dell’inflazione. Se necessario, verrà riconosciuto un conguaglio per allineare l’importo percepito con la rivalutazione reale.
Secondo quanto riportato nella Circolare Inps n. 153 del 19 dicembre 2025, la gestione fiscale dell’aumento è legata al totale delle pensioni percepite, sia da Inps che da altri enti.
Questo significa che l’aumento netto può variare in base a diversi fattori:
Eventuali modifiche delle aliquote IRPEF nazionali
Variazioni delle addizionali regionali e comunali
Cambiamenti nelle detrazioni per familiari a carico
Conguagli fiscali di fine anno
Per verificare la correttezza dell’importo netto ricevuto, è consigliabile rivolgersi a un Caf o a un Patronato.