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Aumento pensioni 2026: rivalutazione dell’1,4% in base al reddito e alla fascia IRPEF

Aumento pensioni 2026: rivalutazione dell’1,4% in base alla fascia di reddito. Scopri gli importi aggiornati, gli scaglioni Inps e l’effetto della fiscalità regionale.
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Redazione 20 Gennaio 2026

Nel 2026 le pensioni Inps subiscono un aumento provvisorio dell’1,4%, ma l’importo effettivo varia in base al reddito del pensionato. La rivalutazione, legata all’andamento dell’inflazione, è infatti applicata con percentuali diverse a seconda della fascia di reddito. Inoltre, anche la fiscalità locale può incidere sull’aumento netto percepito.

Rivalutazione pensioni 2026: scaglioni e percentuali

L’incremento delle pensioni per il 2026 si basa su una perequazione provvisoria dell’1,4%, applicata in misura diversa a seconda dell’importo mensile dell’assegno:

  • Rivalutazione del 100% (1,4%) per pensioni fino a quattro volte il minimo Inps, pari a 2.413,60 euro lordi mensili. Il minimo sale da 603,40 a 611,85 euro.
  • Rivalutazione del 90% (1,26%) per pensioni comprese tra quattro e cinque volte il minimo, ovvero tra 2.413,61 e 3.017 euro lordi mensili.
  • Rivalutazione del 75% (1,05%) per pensioni oltre cinque volte il minimo, cioè superiori a 3.017,01 euro lordi mensili.

Aumenti lordi mensili: esempi pratici

In base agli scaglioni, ecco alcuni esempi di aumento lordo mensile rispetto agli importi del 2025:

  • Pensione di 1.000 euro: aumento di 14 euro
  • Pensione di 2.000 euro: aumento di 28 euro
  • Pensione di 3.000 euro: aumento di 41,18 euro
  • Pensione di 4.000 euro: aumento di 51,71 euro
  • Rivalutazione 2026 più alta rispetto al 2025

L’incremento dell’1,4% per il 2026 è superiore rispetto alla rivalutazione dello 0,8% applicata nel 2025. Tuttavia, va ricordato che l’anno scorso era stato previsto anche un incremento aggiuntivo transitorio del 2,2% per le pensioni più basse, misura che non è stata confermata per il 2026. Quest’anno, infatti, l’aumento aggiuntivo è stato ridotto all’1,3%.

Esempio: pensione minima

Nel 2025 una pensione minima di 603,40 euro aveva ricevuto un aumento aggiuntivo del 2,2%, pari a 13,27 euro, portando l’assegno a 616,67 euro.

Nel 2026:

Il minimo sale a 611,85 euro con la rivalutazione dell’1,4%

Si aggiunge l’1,3% di aumento transitorio, pari a 7,95 euro

L’importo totale arriva a 619,80 euro

Rispetto a dicembre 2025, l’aumento effettivo è di soli 3,13 euro, ovvero circa lo 0,5%.

Conguaglio e aggiornamento a fine anno

Il valore definitivo dell’aumento sarà calcolato alla fine del 2026, in base ai dati effettivi dell’inflazione. Se necessario, verrà riconosciuto un conguaglio per allineare l’importo percepito con la rivalutazione reale.

Fiscalità e residenza: cosa può cambiare

Secondo quanto riportato nella Circolare Inps n. 153 del 19 dicembre 2025, la gestione fiscale dell’aumento è legata al totale delle pensioni percepite, sia da Inps che da altri enti.

Questo significa che l’aumento netto può variare in base a diversi fattori:

Eventuali modifiche delle aliquote IRPEF nazionali

Variazioni delle addizionali regionali e comunali

Cambiamenti nelle detrazioni per familiari a carico

Conguagli fiscali di fine anno

Per verificare la correttezza dell’importo netto ricevuto, è consigliabile rivolgersi a un Caf o a un Patronato.