Australia in fiamme: il 30 per cento della popolazione dei koala non esiste più

Oltre 4 milioni di ettari di foreste distrutti dalle fiamme, otto persone decedute e un numero imprecisato di dispersi. E se non bastasse, almeno ottomila esemplari di koala morti tra gli incendi. Sono le devastanti cifre a cui si è arrivati giorno dopo giorno, mentre l’Australia bruciava.
Gaia Cortese 8 gennaio 2020

Quasi un miliardo di animali morti negli ultimi quattro mesi: è la stima, che lascia senza fiato, di quello che ha lasciato alle sue spalle la serie di incendi che ha colpito l’Australia dallo scorso settembre.

Il 2019 è stato l’anno più caldo e secco mai registrato e lo scorso 17 dicembre le temperature medie hanno toccato i 41°C creando le condizioni perfette perché gli incendi si propagassero ovunque sul territorio. Fiamme che da quando sono iniziate al principio del mese di settembre, non si sono più fermate.

Sono andati distrutti oltre 4 milioni di ettari di foreste, un’area di terra più grande del Belgio. Nelle case avvolte dalle fiamme ancora molti rimangono i dispersi e nel Nuovo Galles del Sud, la regione più colpita dagli incendi, otto persone hanno perso la vita.

Ma la preoccupazione più grande riguarda gli animali. Tante specie endemiche australiane sono considerate a rischio: ottomila esemplari di koala sono morti nelle sole regioni settentrionali, circa il 30 per cento di tutta la popolazione della zona, tanto che questo animale è stato dichiarato funzionalmente estinto.

Immenso il lavoro svolto dai vigili del fuoco che si sono prodigati per aiutare gli animali in fuga dalle fiamme e in cerca di acqua da bere, e dei medici veterinari che lavorano senza sosta da diverse settimane nel tentativo di prendersi cura e salvare la vita di questi animali.