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Avvistati squali martello in Sicilia, non se ne vedevano da 10 anni

L’avvistamento di squali martello è un fenomeno sempre più raro. Nel Mediterraneo il numero di esemplari è calato del 98% soltanto negli ultimi 10 anni. Ad avvisare la capitaneria di porto è stato un ragazzo di ventuno anni che si era immerso tra Mazara del Vallo e Trapani insieme al padre, per una domenica di pesca.
Francesco Li Volti 8 Settembre 2020

Immagina di avere ventun anni e di avere quella carica che permette di svegliarti presto anche la domenica mattina. Poi immagina di andare insieme al tuo papà a fare un’allegra gita in barca. Aggiungici che questo giro in barca lo fai in Sicilia, in uno dei mari più belli e pescosi d’Italia, tra Trapani e Mazara del Vallo. Fatto? Bene. Adesso un bel tuffo: si va a pesca! Quindi ti immergi, nuoti, e davanti a te si manifesta un piccolo branco di squali martello. Si, hai capito bene, squali martello. Precisamente squali martello adulti, lunghi tra i due e i tre metri. Ecco, questo è quello che è successo a padre e figlio durante una normalissima domenica di settembre.

Il branco di squali avvistato si trovava a 6-7 metri di profondità, a un centinaio di metri dalla costa. Non si sa quale tipologia di squali martello fossero, né quanti erano con esattezza. “Erano almeno undici anni che nel mar Mediterraneo non si vedevano squali di questo tipo. L’ultima volta avvenne vicino Catania, un pescatore ne pescò uno accidentalmente. Quando si fanno queste scoperte non si devono fare allarmismi. Bisogna ricordare che nello stretto di Sicilia sono comuni i passaggi di squali Mako e verdesche. Gli squali nei nostri mari ci sono sempre stati, ma può capitare di non incontrarne nemmeno uno nel corso della propria vita”- ha spiegato a Ohga Francesco Tiralongo, ricercatore e biologo marino dell’Università di Catania.

Lo squalo martello (tecnicamente Sphyrnidae) non è ancora una specie a rischio di estinzione, anche se c’è stata una forte riduzione negli ultimi dieci anni, quasi del 98%. La causa maggiore di questa drastica diminuzione resta l’attività illegale del finning, che consiste nel taglio delle pinne dorsali degli squali, che poi vengono rigettati in mare ancora vivi e senza le pinne, sprofondando sui fondali per poi morire per soffocamento o mangiati da altri pesci.

Negli ultimi 10 anni la popolazione si è ridotta quasi del 98%

Francesco Tiralongo però precisa: “Esistono quattro tipi di squali martello. Non sappiamo quale sia quello avvistato dal ragazzo, che comunque appena risalito sulla barca, ha allarmato il padre che ha immediatamente avvisato la capitaneria di porto. Comunque bisogna mantenere sempre la calma quando ci si imbatte in questi squali, evitando movimenti bruschi. Sono considerati potenzialmente pericolosi per l’uomo, anche se gli attacchi veri e propri sono stati sporadici. La loro alimentazione consiste in crostacei e pesci ossei, ma anche altri squali.

Molto rari da vedere nel mar Mediterraneo, in base alle specie sono più diffusi nell’Atlantico e nell’oceano Indiano, dove è possibile incontrarli vicino alle acque costiere. Il più grande branco di squali martello mai avvistato, circa trecento esemplari, si trova nel mare della Colombia.