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17 Febbraio 2020
14:00

Bambini per l’ambiente: a Napoli, due attivisti di 7 e 8 anni hanno organizzato una manifestazione per dire no alla plastica

Una lotta ambientale che inizia da piccoli, anzi da piccolissimi. È quella di Enrico e Jamal, che a soli 7 e 8 anni hanno organizzato una raccolta firme per l’ambiente e una manifestazione in piazza nel cuore di Napoli assieme ad altri loro coetanei per dire no alla plastica.

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Bambini per l’ambiente: a Napoli, due attivisti di 7 e 8 anni hanno organizzato una manifestazione per dire no alla plastica
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Il cambiamento, lo sappiamo, viene dai giovani. E la domenica appena trascorsa, a Napoli, a portare una piccola rivoluzione sono stati alcuni giovanissimi.

Si chiamano Enrico e Jamal, hanno rispettivamente 7 e 8 anni e nel corso della mattinata di domenica 16 febbraio sono scesi in piazza in centro al capoluogo campano armati di slogan, cartelli e anche una chitarra, per convincere i loro coetanei a dire no alla plastica, proprio come loro. I modi per rinunciare a questo materiale, anche nella quotidianità di bambini che non hanno ancora compiuto 10 anni, sono tanti. Dall’evitare l’acquisto di bombolette a carnevale o coriandoli in polietilene alla sostituzione dei pennarelli in favore di materiali più sostenibili.

Nel corso della settimana precedente, i piccoli attivisti avevano raccolto più di cento firme per coinvolgere quante più persone possibili nella loro attività di lotta all’inquinamento e per la salvaguardia del Pianeta. E infatti, domenica mattina accanto a loro erano presenti diversi coetanei che hanno deciso di unirsi alla causa. Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha accolto il loro appello invitandoli in Comune per “discutere del loro impegno per l’ambiente”.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.