Bentornata aquila del Bonelli! Nei cieli della Sicilia e della Sardegna si rivede il rarissimo rapace

Qualche segnale di speranza per l’aquila del Bonelli, specie considerata a forte rischio di estinzione, arriva da due progetti europei: ConRaSi e a-LIFE. Il primo ha permesso di salvarla dall’estinzione in Sicilia, mentre con il secondo è stato possibile reintrodurla in Sardegna dopo la sua scomparsa negli anni Novanta.
Federico Turrisi 24 Novembre 2020

Sono pochi, pochissimi, gli esemplari di aquila del Bonelli (detta anche aquila fasciata) rimasti in Italia. Una cinquantina di coppie, dicono le stime. Questo fatto la rende una delle specie a più forte rischio di estinzione nel nostro Paese, tanto che il comitato italiano della Iucn (l'Unione internazionale per la conservazione della natura) l'ha inserita nella categoria CR, ossia "in pericolo critico". Le principali minacce sono la trasformazione dell'habitat dovuta all'interferenza umana e il bracconaggio. Ma ci sono anche le buone notizie: grazie alle attività legate a due progetti europei, questo rapace ha qualche chance in più di sopravvivere in alcune regioni italiane.

Il progetto ConRaSi in Sicilia

Il progetto LIFE ConRaSi (acronimo che sta per Conservazione dei Rapaci in Sicilia) vede il coinvolgimento del Wwf Italia, della Regione Siciliana e di Grefa, ong spagnola che si occupa di tutela e recupero della fauna selvatica in difficoltà. Obiettivo: incrementare il successo riproduttivo e migliorare lo stato di conservazione di tre specie di rapaci nidificanti in Sicilia, tra cui c'è l'aquila del Bonelli. Partito nel 2016, il progetto ha favorito l'incremento dei siti riproduttivi (dai 46 del 2016 si è passati ai 51 del 2020 ) e aiutato a portare a 38 le coppie di aquile che quest'anno hanno deposto almeno un uovo (nel 2016 erano solo 20).

Il progetto a-LIFE in Sardegna

In Sardegna invece è attivo il progetto a-LIFE, che mira a reintrodurre nell'isola l'aquila del Bonelli, data per estinta negli anni Novanta. Coordinato sempre dalla spagnola Grefa, il progetto ha preso il via nell'ottobre del 2017 e viene gestito per quanto riguarda la parte italiana dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Grazie anche al supporto dell’agenzia Forestas e del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, sull’isola sono stati reintrodotti 21 pulli provenienti da Spagna e Francia e uno anche dalla Sicilia. A 50-60 giorni di età gli uccelli sono stati trasferiti nella voliera nel Parco naturale regionale di Tepilora, in provincia di Nuoro, e in seguito liberati, non prima di aver messo un anello identificativo e un trasmettitore GPS-GSM con il quale monitorare i loro spostamenti.

La libertà per le aquile significa comunque vedersela con le minacce legate alla perdita di habitat e al disturbo antropico, di cui parlavamo nell'introduzione. Pensa che nelle precendenti esperienze di reintroduzione dell’aquila del Bonelli in Spagna e in Francia è stata riscontrata una mortalità del 50% entro il primo anno di vita dei soggetti rilasciati. Una piccola nota finale. Gli ornitologi dell'Ispra impegnati nel progetto a-LIFE hanno realizzato un fumetto dal titolo "Bentornata Aquila di Bonelli – Benénnidu Abilastru 2020", che ripercorre la travagliata storia di questo rapace in Sardegna, raccontando i motivi dell’estinzione e il lavoro che viene fatto per la sua reintroduzione nell’isola.