Blue Mind, la realtà che indaga il potere dell’acqua, una compagna di viaggio senza eguali

Un progetto che punta a coinvolgere grandi e piccini, guidandoli verso atteggiamenti all’insegna della sostenibilità. Non è un qualcosa da intendere come gravoso, ma può dare una carica di allegria impareggiabile. Paola Bonfanti, naturalista, ci ha descritto la sfida di Blue Mind, una comunità che vuole realizzare un futuro migliore.
Emanuele La Veglia 16 Luglio 2021

Goccia dopo goccia si può originare un fiume. È la magia dell'acqua, un'amica che incontriamo spesso e che dobbiamo rispettare, non sporcandola e, soprattutto, non sprecandola. Ci sono tanti accorgimenti, come non tenere aperto il lavandino mentre ci laviamo i denti o riempirci il bicchiere in base a quanto vogliamo bere. Sembrerà banale, eppure non lo è, anzi c'è chi vi ha costruito dei percorsi educativi, come Paola Bonfanti, Ambassador per l'Italia di Blue Mind, una rete globale che vuole approfondire le emozioni derivanti dal blu più profondo che ci sia. Ecco cosa ci ha raccontato.

Qual è il tuo rapporto con il mare?

Premetto che io abito a Milano, dunque non vicino alle spiagge. Probabilmente sarà per questo che, appena posso, voglio viverlo in ogni suo aspetto, dalla riva, dal largo. Credo comunque che ogni specchio d’acqua è in grado di generare una sensazione di benessere. Un fenomeno che può accadere sia dentro che fuori le città. Ad ogni modo, immergersi nel silenzio e nella calma apparente della natura, mi fa riconciliare con la vita. Un po' come succede a chi si incanta guardando un'opera d'arte.

A un certo punto è arrivato Blue Mind…

Su una bancarella, nel corso di una fiera estiva, ho trovato un libro scritto da Wallace J. Nichols che si chiedeva dove derivasse tanta attrazione per l'acqua e per scoprirlo ho deciso di comprarlo. Si è aperto allora un orizzonte immenso di introspezione, alla scoperta dei motivi della felicità che proviamo in tali situazioni. Un'occasione per meditare e sperimentare un senso generale di soddisfazione nei confronti della vita che mi ha spinto ad approfondire i temi della mindfullness. Così ho deciso di entrare nella community di Blue Mind diffusa in tutto il mondo e con un fattore comune: la ricerca costante di equilibrio, che sia attraverso una doccia o in esplorazione nei pressi della barriera corallina. Le opportunità di sperimentarne i benefici, insomma, non mancano mai.

Come si sente a far parte di una grande famiglia estesa a livello internazionale?

Sono circondata da persone con formazione differente, impegnate in cause umanitarie, appassionate del proprio lavoro. Chiunque può dare il suo apporto, nell'ottica di una visione collettiva. Avere amici sparsi nei vari continenti è fantastico. Io sono laureata in Scienze Naturali, per cui ho sempre avuto una certa affinità con l'ambiente. Quando mi sono iscritta all'università eravamo soltanto in 120, non si parlava ancora di cambiamento climatico né tantomeno di transizione ecologica.

Quali sono oggi i suoi interessi?

Senza dubbio la divulgazione scientifica, soprattutto se diretta ai più piccoli. Desidero insegnare loro la cura che dobbiamo avere verso il nostro pianeta. Blue Mind è un mezzo per raggiungerli e comunicare quanto sia essenziale un'armonia nel rapporto tra uomo e ambiente. Attualmente sto sviluppando progetti didattici e noto che i bambini talvolta conoscono i posti più lontani e magari gli animali esotici, ma non apprezzano ciò che è vicino. Bisogna puntare alle cose semplici, che sono le più efficaci perché alla portata di ciascuno, nel quotidiano.

Per esempio?

Penso a comportamenti come spegnere le luci quando si esce da una stanza, o chiudere il rubinetto mentre ci si insapona. È da gesti apparentemente minuscoli che nascono le grandi rivoluzioni e ognuno è portatore di tale messaggio, sin dalla nascita. Gli ambiti di intervento sono tanti, così come le persone che, secondo le proprie capacità e possibilità, possono farsi carico di sensibilizzare gli altri.