Prestare o regalare denaro a un familiare è una pratica molto diffusa. C'è chi aiuta un figlio con l'affitto, chi sostiene un fratello in difficoltà economica o chi contribuisce all'acquisto della prima casa. In questi casi il bonifico rappresenta il metodo più sicuro e tracciabile per trasferire il denaro.
Le donazioni e i prestiti tra parenti, se effettuati nel rispetto delle regole, non sono considerati reddito imponibile. Per evitare contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate è comunque importante seguire alcuni accorgimenti, a partire dalla compilazione della causale.
Bonifici tra parenti: le regole per non avere problemi con il Fisco
Per ridurre il rischio di controlli fiscali è consigliabile:
inserire una causale chiara e dettagliata;evitare, quando possibile, di suddividere la stessa somma in più bonifici ravvicinati;conservare tutta la documentazione collegata al trasferimento di denaro.
Si tratta di semplici precauzioni che consentono di dimostrare facilmente la natura dell'operazione in caso di richiesta di chiarimenti.
Cosa scrivere nella causale del bonifico
La causale è uno degli elementi più importanti per dimostrare la legittimità del trasferimento.
È preferibile evitare descrizioni generiche come "regalo" oppure termini che potrebbero far pensare a un'attività lavorativa, ad esempio "fattura" o "stipendio". La soluzione migliore è indicare con precisione il motivo del pagamento.
Alcuni esempi sono:
"Regalo di laurea per Marco";"Contributo per affitto e spese universitarie";"Aiuto per acquisto prima casa";"Prestito infruttifero a favore di…".
Una causale dettagliata, insieme ai documenti che giustificano il pagamento, può essere sufficiente per chiarire rapidamente eventuali verifiche dell'Agenzia delle Entrate.
Donazioni di denaro tra parenti: esistono limiti?
La legge non prevede un limite massimo ai bonifici tra parenti. È possibile trasferire anche somme elevate.
Per le donazioni, però, oltre determinate soglie entrano in gioco le imposte.
Attualmente:
tra genitori e figli la franchigia è pari a 1 milione di euro per ciascun beneficiario, oltre la quale si applica un'imposta del 4%;tra fratelli e sorelle la franchigia è di 100 mila euro, con aliquota del 6% sulla parte eccedente;tra soggetti non legati da parentela si applica un'imposta dell'8%, senza franchigia.
Le donazioni di importo particolarmente elevato possono richiedere un atto notarile, mentre quelle di modico valore, come i regali per compleanni, matrimoni o lauree, non ne hanno bisogno.
Attenzione al frazionamento dei bonifici
Quando si deve trasferire una determinata somma è preferibile effettuare un unico bonifico piut

tosto che dividerlo in più pagamenti di importo simile a pochi giorni di distanza.
Il cosiddetto frazionamento può infatti attirare l'attenzione del Fisco, soprattutto se non esiste una motivazione evidente.
Diverso è il caso dei bonifici periodici, come quelli inviati ogni mese ai figli per sostenere le spese dell'università o dell'affitto. Se la causale è coerente con questa finalità, non ci sono particolari criticità.
Quali documenti conservare
Nel caso in cui l'Agenzia delle Entrate chieda chiarimenti, sarà il contribuente a dover dimostrare che il denaro ricevuto non costituisce reddito.
Per questo motivo è consigliabile conservare:
l'estratto conto con il bonifico;la ricevuta dell'operazione;eventuali contratti di affitto, mutui o altri documenti collegati al pagamento;se possibile, anche la documentazione che dimostra la disponibilità economica di chi ha effettuato il bonifico.
Una documentazione completa permette generalmente di chiudere rapidamente eventuali accertamenti.
Prestiti tra parenti: quando serve una scrittura privata
Se il bonifico riguarda un prestito, soprattutto di importo elevato, è opportuno predisporre una scrittura privata.
Non è necessario rivolgersi a un notaio. È sufficiente un documento firmato da entrambe le parti nel quale siano indicati:
data del prestito;importo;motivo del finanziamento;modalità e tempi di restituzione;eventuale assenza di interessi, specificando che si tratta di un prestito infruttifero.
La scrittura privata rappresenta un'importante tutela in caso di controlli futuri.
Bonifici all'estero: cosa cambia
Per i bonifici diretti all'estero valgono le stesse regole sulla trasparenza: causale dettagliata e documentazione completa.
Occorre sapere, però, che per i trasferimenti superiori a 15 mila euro gli istituti di credito sono tenuti a effettuare una segnalazione all'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia.
Si tratta di una procedura automatica prevista dalla normativa antiriciclaggio e non implica, di per sé, l'avvio di un controllo fiscale nei confronti del contribuente. Se l'operazione risulta coerente e adeguatamente documentata, nella maggior parte dei casi non vengono richiesti ulteriori accertamenti.