In un’Italia sempre più anziana, l’assistenza agli over 80 non autosufficienti è diventata una priorità sociale ed economica. Famiglie spesso sole, costi di cura elevati e un sistema di welfare sotto pressione rendono necessario un sostegno pubblico stabile e strutturato.
In questo scenario si inserisce il Bonus anziani, chiamato ufficialmente Prestazione Universale, introdotto dal Decreto Anziani e confermato fino al 31 dicembre 2026. La misura è pensata per sostenere le persone più fragili, garantendo un aiuto economico continuativo nella fase più delicata della vita.
Il Bonus anziani non è automatico e può essere richiesto solo da chi rispetta tutti i requisiti previsti dalla normativa.
In particolare, il beneficiario deve:
Ai fini della valutazione economica, l’INPS accetta sia l’ISEE ordinario sia l’ISEE sociosanitario con nucleo ristretto, una possibilità che amplia l’accesso al bonus soprattutto nei nuclei familiari complessi.
Un punto centrale della misura riguarda il rapporto con l’indennità di accompagnamento. Il Bonus anziani non sostituisce l’indennità già percepita, ma la integra.
L’importo complessivo può arrivare fino a 1.392 euro al mese, dato dalla somma di:
L’assegno di assistenza non è un contributo libero. Le somme devono essere utilizzate esclusivamente per spese legate all’assistenza dell’anziano.
In particolare, il bonus può servire per:
Area socioassistenziale, che comprende:
La domanda per la Prestazione Universale deve essere presentata all’INPS.
È possibile procedere:
Durante la domanda è obbligatorio compilare un questionario dettagliato sul bisogno assistenziale. Vengono richieste informazioni su:
contratti di lavoro
fatture
ricevute
La mancata presentazione dei giustificativi può comportare la perdita del diritto alla quota integrativa, rendendo questo uno dei passaggi più delicati.
Scadenze e controlli da rispettare
Dopo l’accoglimento della domanda, la documentazione richiesta deve essere inviata entro 30 giorni dalla comunicazione dell’INPS. Negli anni successivi sono previste verifiche periodiche.
Il mancato rispetto delle scadenze può portare alla sospensione o revoca dell’assegno di assistenza.
In caso di decesso dell’anziano, l’INPS distingue tra le due componenti della prestazione:
la quota equivalente all’indennità di accompagnamento segue le regole ordinarie di pagamento agli eredi
per l’assegno di assistenza da 850 euro, gli eventuali arretrati vengono pagati solo dopo la presentazione della documentazione che dimostri le spese sostenute
Solo dopo l’invio della domanda telematica e dei giustificativi è possibile ottenere la liquidazione delle somme maturate.