Bonus anziani 2026: requisiti, importi e come funziona la Prestazione Universale

Bonus anziani 2026 confermato: fino a 1.392 euro al mese per gli over 80 non autosufficienti. Requisiti Isee, importi, spese ammesse e come fare domanda all’Inps.
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Redazione 4 Febbraio 2026

In un’Italia sempre più anziana, l’assistenza agli over 80 non autosufficienti è diventata una priorità sociale ed economica. Famiglie spesso sole, costi di cura elevati e un sistema di welfare sotto pressione rendono necessario un sostegno pubblico stabile e strutturato.

In questo scenario si inserisce il Bonus anziani, chiamato ufficialmente Prestazione Universale, introdotto dal Decreto Anziani e confermato fino al 31 dicembre 2026. La misura è pensata per sostenere le persone più fragili, garantendo un aiuto economico continuativo nella fase più delicata della vita.

A chi spetta il Bonus anziani

Il Bonus anziani non è automatico e può essere richiesto solo da chi rispetta tutti i requisiti previsti dalla normativa.

In particolare, il beneficiario deve:

  • avere almeno 80 anni
  • trovarsi in una condizione di disabilità gravissima o bisogno assistenziale continuo, secondo i criteri del decreto ministeriale del 26 settembre 2016
  • avere un ISEE non superiore a 6.000 euro

Ai fini della valutazione economica, l’INPS accetta sia l’ISEE ordinario sia l’ISEE sociosanitario con nucleo ristretto, una possibilità che amplia l’accesso al bonus soprattutto nei nuclei familiari complessi.

Prestazione Universale e indennità di accompagnamento: cosa cambia

Un punto centrale della misura riguarda il rapporto con l’indennità di accompagnamento. Il Bonus anziani non sostituisce l’indennità già percepita, ma la integra.

L’importo complessivo può arrivare fino a 1.392 euro al mese, dato dalla somma di:

  • indennità di accompagnamento
  • assegno di assistenza da 850 euro mensili, erogato separatamente
  • L’obiettivo è rafforzare il sostegno economico per chi necessita di assistenza continua, coprendo almeno in parte le spese legate alla cura quotidiana.

A cosa serve l’assegno di assistenza da 850 euro

L’assegno di assistenza non è un contributo libero. Le somme devono essere utilizzate esclusivamente per spese legate all’assistenza dell’anziano.

In particolare, il bonus può servire per:

  • assumere lavoratori domestici per l’assistenza alla persona per almeno 15 ore settimanali, con contratto regolare
  • acquistare servizi di cura e assistenza da imprese o professionisti qualificati
  • Tutti i servizi devono rientrare nell’assistenza sociale non residenziale e rispettare la programmazione regionale e locale, con l’obiettivo di garantire qualità e tracciabilità delle prestazioni.
  • Quali servizi sono coperti dal Bonus anziani

I servizi finanziabili rientrano in due grandi aree.

Area socioassistenziale, che comprende:

  • igiene e cura personale
  • preparazione e consegna dei pasti
  • lavanderia e gestione della casa
  • accompagnamento a visite mediche e commissioni
  • supporto nella gestione delle pratiche amministrative
  • Area sociale, pensata per contrastare isolamento e fragilità:
  • sostegno alle relazioni sociali
  • mantenimento delle abilità quotidiane
  • supporto psicologico ed educativo
  • telesoccorso e teleassistenza

Come fare domanda per il Bonus anziani

La domanda per la Prestazione Universale deve essere presentata all’INPS.

È possibile procedere:

  • online, accedendo al sito Inps con Spid, Cie o Cns
  • tramite patronato, per ricevere assistenza nella compilazione
  • La procedura è dedicata specificamente al Decreto Anziani.

Il questionario sul bisogno assistenziale

Durante la domanda è obbligatorio compilare un questionario dettagliato sul bisogno assistenziale. Vengono richieste informazioni su:

  • condizioni di salute dell’anziano
  • livello di autonomia
  • organizzazione dell’assistenza già presente
  • Questi dati consentono all’INPS di valutare in modo completo la situazione del richiedente.
  • Obbligo di documentare le spese
  • Per ottenere e mantenere l’assegno di assistenza da 850 euro è necessario documentare tutte le spese sostenute.

Devono essere caricati online:

contratti di lavoro

fatture

ricevute

La mancata presentazione dei giustificativi può comportare la perdita del diritto alla quota integrativa, rendendo questo uno dei passaggi più delicati.

Scadenze e controlli da rispettare

Dopo l’accoglimento della domanda, la documentazione richiesta deve essere inviata entro 30 giorni dalla comunicazione dell’INPS. Negli anni successivi sono previste verifiche periodiche.

Il mancato rispetto delle scadenze può portare alla sospensione o revoca dell’assegno di assistenza.

Cosa succede in caso di decesso del beneficiario

In caso di decesso dell’anziano, l’INPS distingue tra le due componenti della prestazione:

la quota equivalente all’indennità di accompagnamento segue le regole ordinarie di pagamento agli eredi

per l’assegno di assistenza da 850 euro, gli eventuali arretrati vengono pagati solo dopo la presentazione della documentazione che dimostri le spese sostenute

Solo dopo l’invio della domanda telematica e dei giustificativi è possibile ottenere la liquidazione delle somme maturate.