Il bonus giovani under 35 è pronto a tornare anche nel 2026. Dopo essere stato escluso dalla prima versione del decreto Milleproroghe, il sostegno economico per i giovani imprenditori è ora più vicino alla conferma grazie a un emendamento presentato in Parlamento.
Il contributo, che può arrivare fino a 500 euro al mese per tre anni, è destinato a chi avvia una nuova attività imprenditoriale in uno dei settori strategici previsti dalla normativa.
La misura è rivolta a:
Giovani disoccupati con meno di 35 anni
Che aprono un’attività in uno dei settori strategici indicati dal decreto Coesione
✅ Nessun limite ISEE
✅ Nessuna tassazione sul contributo
✅ Pagamento anticipato: un’unica erogazione da 6.000 euro all’anno
Per accedere al bonus, l’impresa deve operare in un ambito considerato strategico per l’economia nazionale. L’elenco completo si trova nell’articolo 2 del decreto dello scorso aprile e comprende:
Industrie manifatturiere: alimentari, tessili, farmaceutiche, metalmeccaniche, automotive, elettroniche, mobili
Settori dell’energia e servizi idrici
Costruzioni
Attività professionali e tecniche
Servizi culturali, intrattenimento e agenzie di viaggio
La varietà dei settori ammessi rende la misura accessibile a molti tipi di attività.
Come richiedere il bonus: domanda e tempistiche
Per ottenere il contributo è necessario:
Presentare domanda all’INPS, attraverso il portale dedicato alle prestazioni non pensionistiche
Accedere con SPID o Carta d’identità elettronica
Cercare la voce "Incentivo Decreto Coesione"
Inviare la richiesta entro 30 giorni dalla costituzione dell’impresa
📌 Attenzione: la data di riferimento è quella della Comunicazione unica al Registro delle Imprese.
Il bonus under 35 era stato sospeso alla fine del 2025, ma ora potrebbe essere rinnovato fino al 31 dicembre 2026. L’emendamento è stato firmato da Chiara Tenerini e Roberto Pella (Forza Italia), con il supporto anche di PD e Italia Viva, che hanno presentato proposte simili.
👉 La conferma ufficiale del bonus non è ancora definitiva. L’emendamento dovrà essere approvato dalla Commissione Lavoro e poi votato in Aula. Tuttavia, il sostegno trasversale alla misura fa ben sperare per la sua approvazione.