Borracce di metallo: sono sicure? Un’analisi del Salvagente rivela come e quanto pulirle

Secondo un’analisi effettuata in laboratorio, se usi regolarmente una borraccia in metallo o alluminio non hai nulla da temere. Ti basta sciacquarla regolarmente ed evitare che l’acqua ristagni.
Sara Del Dot 12 luglio 2020

Qualche tempo fa ti avevamo parlato di uno studio che metteva in dubbio la sicurezza delle borracce in alluminio, che tuttavia non aveva fatto emergere nulla che mettesse in discussione le borracce certificate e a norma di legge. Infatti, se possiedi una borraccia di metallo e la utilizzi regolarmente, puoi stare tranquillo. Si tratta di un oggetto sicuro e sostenibile, se certificato, che può davvero fare la differenza nella tua vita e in quella del Pianeta.

Ma ti sarai sicuramente chiesto in che modo dovresti lavarle e soprattutto con quale frequenza per evitare di incorrere in problematiche legate alla sua pulizia. C’è infatti chi le lava alla fine di ogni giornata per essere sicuro di non correre rischi e chi invece si concede una pulizia ogni settimana. Qual è quindi la filosofia migliore? Per capirlo, il Salvagente ha realizzato un’analisi in collaborazione con i laboratori del Gruppo Maurizi, prendendo in considerazione borracce utilizzate e pulite più o meno di frequente.

L’analisi

Per dare un’idea il più completa possibile, è stata analizzata l’acqua interna e in superficie di borracce usate da 20 persone per 7 giorni, che sono state pulite con diversa frequenza. I “proprietari” delle borracce sono stati suddivisi in due categorie. A queste, poi, si è aggiunto il test sull'acqua di alcune borracce rimaste inutilizzate.

  • I distratti: dieci persone hanno lavato la borraccia in un giorno “zero” per poi usarla per una settimana senza mai lavarla con sapone ma soltanto riempiendola ogni volta che si svuotava.
  • I pignoli: altre dieci persone hanno usato la borraccia lavata il giorno “zero” per una settimana, lavandola con il sapone alla fine di ogni giornata.
  • La borraccia dimenticata: infine, tre borracce sono state lavate nel giorno “zero”, riempite di acqua e lasciate chiuse e inutilizzate a temperatura ambiente per sette giorni.

C’è anche da sottolineare che l’acqua non è mai stata bevuta facendo entrare la superficie in contatto con la bocca della persona ma sempre attraverso un bicchiere per evitare che la flora batterica orale interferisse con i risultati dell’analisi. 

I risultati

L’acqua contenuta in tutte le borracce è stata analizzata all’inizio del test, dopo 2 giorni, dopo 4 giorni e dopo 7 giorni. Si trattava della stessa acqua di rubinetto, conforme alla normativa descritta nel DLgs 31/2001. Nel caso dei “pignoli”, l’analisi veniva effettuata ogni giorno prima del lavaggio per capire cosa cambiasse nell’acqua dopo una sola, intera giornata.

Ma quindi, cosa accade alla borraccia se non la laviamo per un giorno, una settimana o se la abbandoniamo completamente per sette giorni? La buona notizia è: praticamente niente. Infatti, in nessuna delle tre acqua è stata notata un’insorgenza di microrganismi patogeni nocivi per la salute, nonostante una variazione in alcuni casi della carica batterica, comunque a livelli assolutamente innocui. Anche nel caso delle borracce abbandonate non si è verificata l’insorgenza di microrganismi patogeni, nonostante la presenza di microrganismi sulle superficie e l’insorgenza di un odore spiacevole e una carica batterica più alta, tutto probabilmente dovuto a un leggero ristagno dell’acqua nel contenitore.

Come prendercene cura?

In seguito all’analisi, il Salvagente fornisce anche delle indicazioni utili per prendersi cura correttamente della propria borraccia, consigliando principalmente di svuotare sempre la borraccia, evitando di lasciar ristagnare l’acqua per troppo tempo, dando una sciacquata ogni sera con detersivo per piatti e uno scovolino. Nel caso in cui nella borraccia siano stati versati succhi o bevande zuccherate, poi, il consiglio è quello di sciacquare subito dopo l’uso.