Bruciato un quinto delle foreste in Australia: una devastazione “senza precedenti”

Secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institute for the Environment della Western Sydney University, la devastazione dei roghi nell’Australia sud-orientale ha superato qualsiasi previsione potesse essere simulata dagli attuali modelli climatici, a conferma dell’eccezionalità del periodo di siccità che ha investito la regione.
Federico Turrisi 25 febbraio 2020

Quello che è successo nel sud-est dell'Australia con l'emergenza incendi di quest'anno è qualcosa di mai visto prima. Per darti un'idea della dimensione di questa tragedia, è come se le fiamme avessero divorato l'intera Corea del Sud. I roghi in Australia hanno provocato la morte di 33 persone e quella di milioni di animali. Sono il segno tangibile dei danni che è in grado di procurare il cambiamento climatico.

Più nel dettaglio, i devastanti incendi che hanno colpito l'Australia hanno mandato in fumo oltre un quinto delle foreste e hanno bruciato circa 5,8 milioni di ettari di foreste di latifoglie nei soli stati del New South Wales e Victoria. Sono stati di maggiori dimensioni di qualunque incendio registrato in Australia dall'inizio dell'arrivo degli inglesi più di due secoli fa, e molto più estesi di simili incendi di foreste nel mondo in almeno gli ultimi due decenni.

Sono queste le informazioni che riporta una recente ricerca dell'Institute for the Environment della Western Sydney University che ha analizzato in che misura il disastro potesse essere collegato all'aumento delle temperature. Quello che hanno notato è sconcertante: la realtà ha oltrepassato le previsioni dei modelli climatici elaborati dai ricercatori. Per intendersi, i modelli climatici sono simulazioni che utilizzano tutte le informazioni disponibili per determinare il clima del nostro pianeta e sono il metodo principale per capire che cosa accadrà con il surriscaldamento della Terra. Gli incendi in Australia collegati all'ultimo (e anomalo) periodo di siccità, unito a temperature molto più elevate rispetto alla media, hanno mostrato che le conseguenze possono essere peggiori del previsto. Un campanello d'allarme per gli scienziati, ma a ben pensarci per tutti noi.

Fonte | "A fiery wake-up call for climate science" pubblicato Nature Climate Change il 24 febbraio 2020.