Con l’inizio del nuovo anno, la busta paga torna al centro dell’attenzione per milioni di lavoratori dipendenti. La legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure fiscali e contributive che, nel corso dei mesi, possono generare un aumento dello stipendio netto, anche se in modo non uniforme e non sempre immediatamente visibile.
L’obiettivo della manovra è chiaro: ridurre il divario tra il costo del lavoro per le imprese e ciò che effettivamente incassa il lavoratore, agendo su più fronti come imposte, detrazioni, contributi e tassazione agevolata di alcune voci retributive.
L’aumento della busta paga nel 2026 non sarà uguale per tutti i lavoratori e, in molti casi, non sarà evidente già nel cedolino di gennaio. Le misure previste dalla manovra sono infatti distribuite su più livelli e con tempi di applicazione diversi:
L'effetto complessivo sarà un netto leggermente più alto per molte categorie, ma l'entità varierà in base al reddito, alla struttura dello stipendio e alle scelte individuali del lavoratore.
Le tempistiche di pagamento della busta paga variano in base al settore:
Per i dipendenti pubblici, il pagamento avviene generalmente il 27 gennaio 2026, come da calendario NoiPA.
Per i dipendenti privati, la data di accredito dipende dal contratto collettivo e dagli accordi aziendali: in genere, tra la fine del mese e i primi giorni di febbraio.
In alcuni casi, gli effetti delle nuove misure fiscali potranno già emergere nel cedolino di gennaio, ma in molti altri saranno visibili solo nei mesi successivi.
Il taglio del cuneo fiscale rappresenta uno dei capisaldi della manovra. Anche nel 2026 viene confermato l'alleggerimento fiscale, non più sotto forma di riduzione dei contributi, ma come:
Nel 2026 viene confermato anche lo sgravio contributivo per chi sceglie di restare al lavoro pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata. La misura consente di eliminare i contributi a carico del lavoratore, generando un aumento immediato dello stipendio netto.
Tuttavia, con il superamento di Quota 103, la platea dei beneficiari è più ristretta: l’agevolazione si applica solo a chi rinuncia alla pensione anticipata ordinaria.
Una delle novità più rilevanti della legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota Irpef per il secondo scaglione di reddito (tra 28.000 e 50.000 euro annui).
Il risparmio fiscale varia in base alla posizione all’interno dello scaglione:
Più contenuto per chi si avvicina ai 28mila euro
Più consistente oltre i 40mila euro, con un beneficio di alcune centinaia di euro su base annua
Una misura pensata per rafforzare il potere d'acquisto del ceto medio, anche se gli effetti potrebbero essere diluiti nel tempo.
Dal 2026 entra in vigore una nuova tassazione agevolata sul salario accessorio, in particolare per:
Queste voci, spesso fortemente tassate, beneficeranno ora di un’imposta sostitutiva ridotta, rendendo più vantaggioso il lavoro su turni, soprattutto nei settori in cui è la regola. I benefici saranno soggetti a limiti di reddito e soglie specifiche.
Conclusioni: più netto in busta paga, ma con gradualità
Nel complesso, la busta paga 2026 non subirà stravolgimenti, ma beneficerà di una serie di interventi mirati che puntano a rendere il lavoro dipendente più conveniente.
Lavoratori con redditi tra 15.000 e 40.000 euro
Chi lavora su turni
Chi rinvia la pensione anticipata
L’aumento del netto sarà progressivo e modulato, con effetti più evidenti nei mesi successivi all’entrata in vigore delle misure.