A Taiji, in Giappone, 35 delfini vittime della caccia ai cetacei

La caccia dei delfini è un tema sul quale anche nel 2009 il documento The Cove provò a smuovere le acque. In alcune zone del Giappone la pratica non solo è frequente ma anche redditizia.
Alessandro Artuso 14 febbraio 2020

Nella baia di Taiji la caccia provoca ogni anno la morte di migliaia di delfini con azioni atroci accompagnate da tanta sofferenza per i cetacei. Appena qualche giorno fa, un gruppo di 35 delfini è stato oggetto dell’ennesimo vile attacco da parte dei cacciatori. I cetacei sono stati rimasti attaccati a un baccello da pesca scontrandosi addirittura l’uno con l’altro. La caccia ai delfini, infatti, è una delle piaghe maggiormente diffuse in alcuni Paesi. La loro carne ha un alto valore commerciale ed è proprio per questo che le barche da caccia sono alla costante ricerca di esemplari.

L’associazione Ric O’ Barry’s Dolphin Project che da sempre si batte per il diritto alla vita dei delfini, ha provato a salvare i cetacei documentando con le immagini il tentativo di salvataggio. Come si vede dalle foto, gli esemplari sono rimasti incastrati andando letteralmente in preda al panico. La caccia ai cetacei non si ferma e continua ad uccidere ogni giorno tanti esemplari.

Com’è la caccia ai delfini a Taiji

Esiste una vera e propria caccia a Taiji, in Giappone, che vede i cacciatori di delfini e di altri cetacei spingere i poveri animali in una piccola baia per poi ucciderli e catturarli. La loro carne, in questo caso, diventa l’obiettivo principale dei pescatori. Sulla questione nel 2009 il documentario The Cove attirò l’attenzione mondiale. La zona di Taiji è una delle poche dove la caccia ai delfini avviene ancora su larga scala.