
L’Italia torna nella morsa dell’anticiclone africano e si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo estremo. La terza ondata di calore dell’estate 2026 è ormai iniziata e porterà temperature eccezionali su gran parte della Penisola, con valori che in alcune zone potrebbero raggiungere i 45 gradi.
A preoccupare gli esperti, però, non è soltanto il picco massimo previsto nei prossimi giorni, ma il fatto che il caldo anomalo stia diventando sempre più frequente. Secondo il meteorologo Lorenzo Tedici di iLMeteo.it, anche lontano dalle vere e proprie fiammate africane le temperature resteranno elevate, con giornate caratterizzate da medie intorno ai 34-35 gradi.
⬇️ Una nuova fase rovente dopo settimane di caldo intenso
L’anticiclone africano continua a dominare lo scenario meteorologico europeo, spingendo masse d’aria molto calda dal Nord Africa verso il Mediterraneo.
Il risultato sarà una lunga fase caratterizzata da sole, afa persistente e temperature ben oltre la media stagionale.
Secondo gli esperti, rispetto alle estati di alcuni decenni fa il cambiamento è evidente: negli anni Ottanta e Novanta le temperature massime estive erano generalmente più contenute, mentre oggi valori superiori ai 35 gradi sono diventati sempre più frequenti.
⬇️ Quanto durerà il caldo africano
La terza ondata di calore è destinata a durare almeno una settimana.
Le previsioni indicano che una vera attenuazione non arriverà prima del 20 luglio, con condizioni di caldo intenso ancora presenti su molte regioni italiane.
Nei primi giorni della nuova fase, il cuore del caldo europeo sarà però la Francia, dove le temperature potranno raggiungere e superare i 40 gradi. Una situazione che potrebbe contribuire a rendere questa estate una delle più calde mai registrate nel Paese.
⬇️ Le città italiane più colpite
In Italia il caldo sarà particolarmente intenso nelle aree interne, nelle grandi città e nelle pianure dove l’aria calda tenderà a ristagnare.
Le zone maggiormente esposte saranno:
Pianura Padana;
regioni tirreniche;
aree interne del Centro;
Sicilia e Sardegna.
Le città potrebbero affrontare giornate con temperature molto elevate e notti tropicali, con valori minimi difficili da far scendere sotto i 25 gradi.
⬇️ Non solo caldo: il problema dell’afa
Oltre alle temperature massime, il principale fattore di disagio sarà l’elevata umidità.
L’afa renderà la percezione del caldo ancora più intensa, soprattutto nelle aree urbane dove l’effetto dell’isola di calore farà aumentare ulteriormente la sensazione di soffocamento.
Il periodo più critico sarà quello centrale della giornata, ma anche le ore notturne potrebbero risultare difficili a causa del mancato abbassamento delle temperature.
⬇️ Possibile svolta dopo metà luglio
Al momento i modelli meteorologici indicano una possibile riduzione del caldo più intenso dopo il 20 luglio, ma la situazione resta da monitorare.
L’estate 2026 conferma così una tendenza ormai evidente: fasi di caldo estremo sempre più frequenti, temperature elevate più persistenti e periodi di fresco sempre più brevi.