Cambiamento climatico, in 50 anni gli eventi meteorologici estremi sono quintuplicati. Lo dice un nuovo rapporto dell’Onu

A livello mondiale la maggior parte dei disastri è associato a inondazioni, cicloni tropicali e siccità. A pagare il prezzo più alto, in termini di vite umane, sono i Paesi più poveri. Piccola nota positiva: sono stati fatti passi in avanti sulla prevenzione, e questo ha permesso di ridurre il numero di vittime.
Federico Turrisi 2 Settembre 2021

Per la crisi climatica si muore e si soffre. Non è la prima volta che te lo diciamo. A fare una stima del conto salatissimo da pagare a causa dell'aumento dei fenomeni meteorologici estremi provocato dal riscaldamento globale ci ha pensato l'organizzazione meteorologica mondiale (in sigla Wmo, ossia World Meteorological Organization), l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di meteorologia, che di recente ha pubblicato un rapporto proprio sugli effetti dei cambiamenti climatici nel periodo 1970-2019.

È interessante andare a vedere alcuni dei dati contenuti nel dossier. Negli ultimi 50 anni gli eventi estremi si sono praticamente quintuplicati: se negli anni Settanta il mondo aveva infatti una media di circa 711 disastri all'anno, tra il 2000  e il 2009 siamo arrivati a 3.536 all'anno. Ma di che cosa stiamo parlando in particolare? A livello globale, riporta il Wmo, il 44% dei disastri è dovuto alle inondazioni e il 17% ai cicloni tropicali e agli uragani, a cui è associato tra l'altro un peso maggiore in termini di perdite economiche.

Già, perché la crisi climatica costa caro. E non parliamo solo di soldi, ma anche di vite umane. Ogni giorno a causa dei fenomeni estremi in media sono morte 115 persone e abbiamo perso 202 milioni di dollari. Complessivamente parliamo di circa 2 milioni di vittime e 3.640 miliardi di dollari di danni economici. Oltre il 91% delle morti, sottolinea il report, avvengono nei Paesi in via di sviluppo. Delle oltre due milioni di vittime avute negli ultimi 50 anni, 650 mila sono legate alle siccità, 577 mila a tempeste e uragani, 59 mila ad alluvioni e 56 mila al caldo o al freddo estremo.

C'è però anche una buona notizia da mettere in rilievo. Grazie allo sviluppo e al perfezionamento dei sistemi di prevenzione e di preallarme è stato possibile salvare numerose vite, anche a fronte di una crescita degli eventi meteorologici estremi. Se infatti negli anni Settanta e Ottanta per via dei disastri morivano ogni giorno in media 170 persone, negli anni Novanta il numero è calato a 90, fino ad arrivare a 40 vittime nel periodo 2010-2019.

Fonte | Wmo