Campobasso, madre e figlia morte: svolta nelle indagini, ipotesi avvelenamento con ricina

Nuovi sviluppi sul caso di Campobasso: madre e figlia morte a Natale sarebbero state avvelenate con ricina. Aperta un’indagine per duplice omicidio.
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Redazione 1 Aprile 2026

Emergono nuovi elementi sulla morte di Sara Di Vita (15 anni) e della madre Antonella Di Jelsi (50 anni), decedute a Campobasso durante le festività natalizie.

Secondo le ultime informazioni investigative, non si tratterebbe di una semplice intossicazione alimentare. Gli inquirenti ipotizzano un avvelenamento, con l’apertura di un fascicolo per duplice omicidio premeditato contro ignoti.

Indagini trasferite e nuova pista investigativa

Il fascicolo è stato trasferito alla Procura di Larino per competenza territoriale. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo e affidate alla Squadra Mobile.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire:

modalità dell’avvelenamentoprovenienza della sostanza tossicaeventuali responsabilità

Al centro dell’inchiesta c’è la ricina, una sostanza altamente pericolosa che potrebbe essere stata reperita anche tramite canali illegali online.

Ricina: la sostanza trovata nelle analisi

Gli esami effettuati, anche in laboratori esteri tra Europa e Stati Uniti, hanno rilevato tracce di ricina nel sangue delle vittime.

Si tratta di una tossina naturale presente nei semi di ricino, capace di provocare:

nausea e vomitodiarrea e difficoltà respiratoriedanni progressivi agli organi

Nei casi più gravi può portare rapidamente al decesso. Tracce della sostanza sarebbero state individuate anche in un campione biologico della madre.

I fatti: i malori e i ricoveri a Natale

Tra il 24 e il 26 dicembre, madre e figlia si erano recate più volte al pronto soccorso dell’ospedale di Campobasso per sintomi gravi.

Dopo iniziali dimissioni, erano state ricoverate, ma sono morte poche ore dopo.

Altri elementi emersi:

il marito della donna è stato ricoverato ma si è ripresola figlia maggiore non era presente e non ha avuto sintomiMedici indagati, ma lo scenario cambia

In una prima fase, la Procura aveva iscritto cinque medici nel registro degli indagati per ipotesi legate a responsabilità sanitaria.

Con la nuova pista dell’avvelenamento, la situazione potrebbe cambiare. Se confermata, l’ipotesi della ricina renderebbe più complessa una diagnosi immediata, trattandosi di un caso non riconducibile a una comune intossicazione alimentare.

Ipotesi escluse e indagini ancora aperte

Nel corso delle verifiche sono state escluse diverse cause:

botulinofunghi velenosisostanze chimiche comuni

Le indagini restano in evoluzione anche perché parte dei campioni alimentari non è stata recuperata.

Sono in corso ulteriori analisi per chiarire:

la dinamica dell’avvelenamentoeventuali altre persone coinvoltela presenza della tossina anche in altri soggettiUn caso ancora da chiarire

La vicenda resta complessa e in fase di sviluppo. Gli investigatori stanno lavorando per definire con precisione responsabilità e dinamica dei fatti.

La nuova ipotesi di omicidio segna un punto di svolta nelle indagini e apre scenari ancora tutti da verificare.