La Candelora è una ricorrenza religiosa che celebra la presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme, avvenuta secondo la tradizione 40 giorni dopo la nascita. Proprio per questo motivo la festa si celebra il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale.
Durante la Candelora, nelle chiese ha luogo la benedizione delle candele, simbolo della luce e della rivelazione. La candela rappresenta Gesù come luce destinata a illuminare tutti i popoli, un’immagine centrale nel significato della festività.
Oltre alla presentazione di Gesù, la Candelora ricorda anche la purificazione di Maria. Secondo la legge ebraica, una donna era considerata impura per quaranta giorni dopo il parto. Il 2 febbraio segna quindi il momento in cui Maria tornò a essere ritualmente pura.
Nel corso dei secoli, il significato della festa ha subito variazioni. Oggi la Candelora è dedicata principalmente alla presentazione di Gesù al tempio, come stabilito dopo il Concilio Vaticano II, che ha dato centralità alla figura di Cristo.
Il nome “Candelora” deriva dalla pratica liturgica della benedizione dei ceri, che avviene durante la celebrazione. Le candele richiamano le parole del sacerdote Simeone, che accolse Gesù al tempio definendolo “luce che illumina le genti”.
Questo rito ha reso la luce il simbolo dominante della festa, legandola all’idea di speranza, rinnovamento e passaggio dall’oscurità alla chiarezza.
Le origini antiche e i richiami ai culti precristiani
La Candelora ha assorbito nel tempo elementi di tradizioni più antiche. Alcuni studiosi collegano la ricorrenza ai Lupercalia, feste romane dedicate alla fertilità che si svolgevano nel mese di febbraio.
Esistono anche possibili legami con la cultura ebraica, nella quale le candele hanno un ruolo centrale, come dimostra la Menorah e la festa di Hanukkah, conosciuta come festa delle luci.
La celebrazione della Candelora è documentata fin dal V secolo, anche se inizialmente cadeva il 14 febbraio. Nel corso dei secoli la data è stata anticipata al 2 febbraio e la festa ha assunto significati diversi a seconda dei luoghi.
Nelle chiese orientali la Candelora è conosciuta come Hypapantì, cioè “incontro”, e ricorda l’incontro tra Gesù e Simeone. In Occidente, per lungo tempo, è stata una celebrazione mariana, prima di essere riorientata sulla figura di Gesù nel Novecento.
La Candelora è celebrata in molti Paesi cristiani ed è accompagnata da tradizioni popolari. In Francia e Belgio è consuetudine preparare crepes, mentre in diverse zone d’Europa la festa segna simbolicamente la fine del periodo natalizio.
In Italia sono numerose le usanze locali. In alcune città il 2 febbraio coincide con celebrazioni religiose più ampie, mentre in altri luoghi la Candelora è legata a riti popolari e momenti di aggregazione.
I proverbi della Candelora e il legame con il meteo
Alla Candelora sono associati molti proverbi popolari, spesso legati al clima e alla durata dell’inverno. Il più noto afferma che il tempo del 2 febbraio possa indicare se l’inverno stia per finire o proseguire ancora.
Si tratta di credenze senza fondamento scientifico, nate in ambito agricolo, ma che continuano a far parte della cultura popolare italiana.