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20 Maggio 2026
10:23

Carta d’identità elettronica: il PIN diventa sempre più importante per accedere ai servizi digitali

Carta d’identità elettronica e PIN: cosa cambia dal 2026, a cosa serve il codice CIE e perché potrebbe diventare obbligatorio per i servizi digitali.

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Carta d’identità elettronica: il PIN diventa sempre più importante per accedere ai servizi digitali

La carta d’identità elettronica entra sempre di più nella vita digitale degli italiani. Con l’arrivo dell’IT Wallet e del futuro portafoglio europeo EUDI Wallet, il PIN della CIE diventerà uno strumento essenziale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e autenticarsi in sicurezza.

Molti cittadini, però, si trovano davanti a un problema molto comune: aver dimenticato il codice PIN ricevuto al momento del rilascio della carta.

A cosa serve il PIN della carta d’identità elettronica

Il PIN della CIE permette di utilizzare l’identità digitale attraverso l’app CieID. Per accedere basta avvicinare la carta allo smartphone tramite tecnologia NFC e completare l’autenticazione.

Questo sistema consente di entrare nei portali della Pubblica Amministrazione, utilizzare i servizi digitali integrati nell’app IO e, nei prossimi anni, accedere anche all’EUDI Wallet europeo previsto dal regolamento eIDAS 2.0.

Diversa invece la funzione del codice PUK, utilizzato esclusivamente per sbloccare il PIN dopo tre tentativi errati consecutivi e crearne uno nuovo.

Carta d’identità con PIN obbligatorio: cosa cambia dal 2026

L’Unione Europea ha fissato una scadenza precisa: entro il 28 novembre 2026 tutti gli Stati membri dovranno offrire ai cittadini almeno un wallet digitale conforme agli standard europei.

Dal 2027 banche, compagnie telefoniche, utility e grandi piattaforme online saranno obbligate ad accettare questi sistemi per la verifica dell’identità digitale.

In Italia il progetto prende il nome di IT Wallet ed è già integrato nell’app IO. Proprio per questo motivo il PIN della carta d’identità elettronica assumerà un ruolo sempre più centrale nell’accesso ai servizi digitali.

Il problema del PIN dimenticato riguarda milioni di italiani

Secondo i dati degli Osservatori Digital Identity del Politecnico di Milano, all’inizio del 2026 risultavano emesse circa 48,4 milioni di carte d’identità elettroniche. Le abilitazioni digitali attive tramite CieID, però, erano soltanto 9 milioni.

Questo significa che oltre 39 milioni di cittadini possiedono la CIE ma non la utilizzano realmente per i servizi digitali.

Uno dei principali ostacoli è proprio il PIN dimenticato. Molte persone hanno ricevuto i codici al momento del rilascio della carta e li hanno conservati senza mai usarli, fino a quando l’identità digitale è diventata necessaria.

In Italia il reset del PIN richiede ancora lo sportello comunale

Attualmente, chi perde il PIN della carta d’identità elettronica deve quasi sempre rivolgersi al Comune per richiedere una nuova procedura di recupero.

Non esiste ancora un sistema remoto consolidato che permetta di effettuare il reset online in modo semplice e immediato.

La situazione potrebbe diventare più complessa con l’espansione dell’IT Wallet e dei servizi digitali europei, che renderanno il PIN indispensabile per milioni di utenti.

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La Germania ha deciso di affrontare il problema introducendo un sistema di reimpostazione del PIN completamente remoto per il documento d’identità elettronico tedesco.

Dal secondo semestre del 2026 i cittadini potranno ricevere un nuovo PIN direttamente a casa tramite una procedura verificata con consegna sicura Postident, senza dover prenotare un appuntamento all’anagrafe.

La decisione è legata proprio all’arrivo dell’EUDI Wallet europeo, che richiederà un PIN attivo e funzionante per l’accesso ai servizi digitali.

L’Europa accelera sull’identità digitale

Paesi come Estonia, Finlandia e Danimarca utilizzano da anni sistemi avanzati di identità digitale e stanno affrontando questa trasformazione senza particolari criticità.

Altri Stati europei, invece, stanno ancora costruendo le infrastrutture necessarie mentre le scadenze del regolamento europeo si avvicinano rapidamente.

Anche l’Italia dovrà decidere se introdurre un sistema di recupero remoto del PIN simile a quello tedesco oppure continuare ad affidarsi alle procedure comunali tradizionali.

Perché il PIN della CIE sarà fondamentale nei prossimi anni

Con l’espansione dei servizi digitali europei, il PIN della carta d’identità elettronica non sarà più un dettaglio secondario. Diventerà la chiave di accesso per autenticarsi online, utilizzare documenti digitali e gestire sempre più servizi pubblici e privati direttamente dallo smartphone.

Per questo motivo cresce l’attenzione sulla necessità di semplificare il recupero dei codici e rendere più accessibile l’identità digitale a milioni di cittadini.