video suggerito
video suggerito
20 Maggio 2026
10:07

Friggitrici ad aria e PFAS: cosa sta cambiando e quali sono i rischi dei rivestimenti antiaderenti

Friggitrici ad aria e PFAS: cosa sono, quali rischi riguardano i rivestimenti antiaderenti e cosa cambia con le nuove regole europee.

Ti piace questo contenuto?
Friggitrici ad aria e PFAS: cosa sta cambiando e quali sono i rischi dei rivestimenti antiaderenti

Le friggitrici ad aria sono diventate uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle cucine italiane. Pratiche, veloci e capaci di ridurre l’uso di olio, vengono spesso considerate una soluzione più salutare rispetto alla frittura tradizionale. Negli ultimi mesi, però, l’attenzione si è spostata sui materiali utilizzati nei rivestimenti antiaderenti di alcuni modelli.

Al centro del dibattito ci sono i PFAS, sostanze chimiche industriali impiegate da anni in diversi prodotti di uso quotidiano, comprese pentole e friggitrici ad aria.

Cosa sono i PFAS e perché preoccupano

I PFAS, abbreviazione di sostanze per- e polifluoroalchiliche, rappresentano una famiglia composta da oltre 10.000 composti chimici. La loro caratteristica principale è la forte resistenza alla degradazione: non si dissolvono facilmente né nell’ambiente né all’interno dell’organismo umano.

Per questo motivo vengono spesso definiti “sostanze eterne”. Negli ultimi anni, numerosi studi e autorità sanitarie hanno acceso i riflettori sui possibili effetti legati all’esposizione prolungata a questi composti.

Friggitrici ad aria sotto osservazione in Europa

L’Unione Europea sta lavorando da tempo a una stretta normativa sui PFAS. Il processo è coordinato dall’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che dal 2023 sta valutando una possibile restrizione estesa a migliaia di composti utilizzati in diversi settori industriali.

La proposta è stata presentata da Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia e prevede una graduale eliminazione dei PFAS con tempi di transizione variabili, da un minimo di 18 mesi fino a 12 anni a seconda del comparto produttivo.

Anche i produttori di friggitrici ad aria stanno iniziando ad adeguarsi alle nuove linee guida europee, puntando su materiali alternativi per i rivestimenti antiaderenti.

Quali sostanze sono già vietate

Tra i PFAS più conosciuti c’è il PFOA, classificato come cancerogeno per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). In Europa la sua produzione e commercializzazione risultano già fortemente limitate.

Secondo alcune analisi di laboratorio effettuate nel 2025 dalla rivista francese Que Choisir, diversi modelli di friggitrici ad aria testati non contenevano PFOA, PFOS e PFHxS, considerati tra i composti più critici dal punto di vista sanitario.

Come scegliere una friggitrice ad aria più sicura

Quando si acquista una friggitrice ad aria è utile controllare alcuni aspetti:

presenza di certificazioni europee;indicazioni sui materiali antiaderenti utilizzati;assenza dichiarata di PFAS o PFOA;qualità del rivestimento interno;affidabilità del produttore.

Leggere attentamente le specifiche tecniche può aiutare a scegliere modelli progettati con materiali più sicuri e conformi alle future normative europee.

Immagine

Il mercato verso materiali alternativi

Le nuove regole europee potrebbero cambiare profondamente il mercato degli elettrodomestici da cucina. Sempre più aziende stanno investendo in rivestimenti privi di PFAS, cercando soluzioni capaci di garantire prestazioni antiaderenti senza l’utilizzo di sostanze controverse.

Le friggitrici ad aria continueranno probabilmente a essere protagoniste nelle cucine moderne, ma con una maggiore attenzione alla sicurezza dei materiali e alla sostenibilità ambientale.