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26 Agosto 2026
10:14

Chi era Fabio Grossi, il marito di Leo Gullotta: dal teatro al grande amore durato oltre 40 anni

Fabio Grossi è morto a 68 anni. Attore, regista e drammaturgo, è stato per oltre 40 anni il compagno di vita e di palcoscenico di Leo Gullotta, sposato nel 2019.

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Chi era Fabio Grossi, il marito di Leo Gullotta: dal teatro al grande amore durato oltre 40 anni
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È morto a 68 anni Fabio Grossi, attore, regista e drammaturgo romano, conosciuto anche per essere stato per oltre quarant’anni il compagno di vita e di palcoscenico di Leo Gullotta. La scomparsa è avvenuta il 24 agosto a Roma ed è stata confermata dalla famiglia.

Una storia d’amore lunga decenni, vissuta anche attraverso il teatro, che nel 2019 era stata ufficializzata con l’unione civile. Leo Gullotta aveva raccontato il loro rapporto come una relazione costruita nel tempo, attraverso rispetto, affetto e condivisione.

Chi era Fabio Grossi

Nato a Roma nel 1958, Fabio Grossi aveva iniziato la propria carriera sulle tavole del palcoscenico. Il debutto teatrale risale al 1977, con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio.

Da quel momento aveva costruito un percorso professionale tra teatro, cinema e televisione, lavorando con diversi importanti professionisti del settore.

Gli esordi al cinema

Negli anni Ottanta Grossi era approdato anche al cinema, partecipando a diverse commedie dell’epoca.

Tra i film nei quali aveva recitato figurano Mia moglie torna a scuola, I fichissimi di Carlo Vanzina, Pierino contro tutti e W la foca. Aveva inoltre prestato la voce al personaggio di Carluccio, il genero interpretato da Lino Banfi in Occhio malocchio, prezzemolo e finocchio.

Nel corso della carriera aveva preso parte anche a produzioni di diverso registro, tra cui Vajont, Fatti della banda della Magliana e L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino.

Il lavoro in televisione

Grossi aveva lavorato anche per la televisione, partecipando a programmi legati a nomi importanti come Nanni Loy e Renzo Arbore.

Aveva inoltre recitato in fiction come Le ragazze di Piazza di Spagna, Commesse 2 e Un ciclone in famiglia. Un percorso vario che gli aveva permesso di alternare teatro, cinema e piccolo schermo.

Dal 2000 soprattutto la regia teatrale

A partire dagli anni Duemila, Fabio Grossi aveva concentrato sempre più il proprio lavoro sulla regia e sulla drammaturgia teatrale.

Tra i suoi progetti c’era Ecce Homo, rappresentazione della Passione ispirata a una laude umbra del Duecento. Aveva inoltre scritto e diretto diversi spettacoli, continuando a coltivare un rapporto molto forte con il teatro.

L’amore con Leo Gullotta durato più di 40 anni

La parte più importante della sua vita privata è stata la relazione con Leo Gullotta.

I due erano insieme da oltre quarant’anni e avevano condiviso non soltanto la vita privata, ma anche numerose esperienze professionali. Nel 2019 avevano deciso di unirsi civilmente.

Nel 2024 Gullotta aveva raccontato a Domenica In i 43 anni trascorsi insieme, definendoli anni «rispettosi, affettuosi, amorosi» e sottolineando quanto il loro rapporto fosse stato costruito giorno dopo giorno.

Una coppia anche sul palcoscenico

Il rapporto tra Grossi e Gullotta aveva trovato un'espressione particolare anche nel teatro. I due avevano collaborato a diversi spettacoli, tra cui Il piacere dell’onestà, Minnazza, Le allegre comari di Windsor e Sogno di una notte di mezza estate.

Nel 2024 erano stati inoltre protagonisti dello spettacolo “In ogni vita la pioggia deve cadere”, scritto da Grossi e interpretato insieme a Gullotta. La storia raccontava la quotidianità di una coppia che vive insieme da più di quarant’anni, trasformando anche il loro percorso personale in materia teatrale.

Il ricordo di una vita condivisa

La morte di Fabio Grossi segna così la fine di un lungo percorso artistico e personale. Un attore che aveva attraversato cinema, televisione e teatro, prima di dedicarsi soprattutto alla regia, ma anche l’uomo che per più di quattro decenni aveva condiviso la propria vita con Leo Gullotta.

Il loro è stato un legame costruito lontano dal clamore, diventato nel tempo anche un sodalizio artistico. Nel 2019, dopo oltre quarant’anni insieme, l’unione civile aveva suggellato una storia che aveva attraversato generazioni e palcoscenici.