Ci sono sempre più linci iberiche: dal 2002 erano considerate la specie felina più minacciata al mondo

Secondo l’ultimo censimento del WWF, oggi tra Spagna e Portogallo si contano ben 1.111 esemplari. È il numero più alto mai registrato negli ultimi 20 anni, quando eravamo arrivati a meno di 100 linci iberiche vivente sul nostro Pianeta.
Kevin Ben Alì Zinati 31 Maggio 2021

Questa volta, parlare di popolazioni di animali selvatici non porta con sé una brutta notizia. Anzi, tutto l’opposto.

Niente giri di parole: la lince iberica, la specie felina più minacciata al mondo, è aumenta di dieci volte in 20 anni.

Se nel 2002 sulle montagne andaluse della Spagna si contavano solo 94 esemplari, oggi siamo passati a ben 1.111 individui, di cui 239 sono linci femmine in età riproduttiva.

Il Governo andaluso insieme ad altri partner come il WWF, ha messo in campo azioni di protezione e conservazione per far fronte alle minacce che ormai da anni avevano ridotto le popolazioni di lince lince iberica a meno di 100 esemplari viventi, rendendola il felino più a rischio sul nostro Pianeta.

Su tutte la caccia e il bracconaggio, la scarsità di conigli, la preda preferita di questo animale selvatico che negli ultimi anni un’epidemia di origine virale ha dimezzato di oltre il 50% e l’altissima mortalità causata dagli incidenti stradali.

Secondo il WWF, questi felini stanno cominciando a superare i confini andalusi spingendosi verso le regioni spagnole di Castilla-La Mancha e in Extremadura, oltre che in Portogallo. Negli ultimi tre anni di spostamenti, sulle strade andaluse ne sono state uccise ben 51.

I dati del monitoraggio analizzati dal gruppo di lavoro del governo andaluso, composto da membri amministrazioni ambientali spagnoli e portoghesi, ha confermato tuttavia un incremento del 30% rispetto al censimento del 2019.

Secondo il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica spagnolo, la maggior parte delle linci (circa l’87%) vive in Spagna, in particolare nei cinque nuclei dell’Andalusia oltre alle zone della Castilla-La Mancha. In Portogallo, invece, 140 esemplari vivono nell'area della Valle del Guadiana.

La crescita di linci andaluse è il successo dei progetti di conservazione in Spagna e in tutto il mondo: “Poche specie sfuggono ad una situazione così critica come quella della lince iberica – ha spiegato Juan Carlos del Olmo, CEO di WWF-Spagna – La notizia di oggi è il risultato del lavoro instancabile e collettivo di più di 20 amministrazioni e organizzazioni, così come di molti individui. Il WWF è orgoglioso di aver contribuito a questi sforzi attraverso il nostro lavoro negli ultimi 20 anni”. 

Oltre ai progetti per la gestione e la tutela dell’habitat naturale delle linci e alla loro protezione, hanno svolto un ruolo chiave anche i programmi di conservazione “ex situ” e le attività di riproduzione in cattività e reintroduzione di esemplari nell’ambiente.

Fai attenzione. Non devi tradurre la bella notizia che ti ho appena dato come un motivo per abbassare la guardia. La lince iberica, infatti, non è fuori pericolo.

Per garantire una popolazione vitale e sicura, ha continuato del Olmo, serve aumentare di tre volte ancora l’attuale popolazione di lince selvatica entro il 2040.

Secondo le stime degli esperti, per rientrare in uno stato di “conservazione favorevole” come indicato dai parametri europei, il numero di esemplari dovrebbe salire fino a 3mila o 3500 linci iberiche comprese circa 750 femmine in età riproduttiva.

“Per farlo, dobbiamo continuare a lavorare intensamente per sradicare minacce come le uccisioni accidentali e per perseguire legalmente le morti causate da spari, lacci o trappole che ogni anno provocano ancora una perdita irreparabile di linci” ha concluso il Ceo di WWF- Spagna.