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13 Novembre 2020
15:00

“Ci sono troppi elefanti”, e il Botswana ne trasferisce una parte in Angola

Con questa operazione di "trasloco" il Botswana, che vanta la più grande popolazione di elefanti del mondo, vuole risolvere il problema del sovrappopolamento di pachidermi riequilibrando i numeri con la vicina Angola, che invece conta pochi esemplari dopo aver attraversato un lungo periodo di guerra civile.

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“Ci sono troppi elefanti”, e il Botswana ne trasferisce una parte in Angola
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Con tutti i pericoli che attraversano gli elefanti africani – vedi in primis alla voce bracconaggio -, ti sembrerà strano sentire parlare di "problema di sovrappopolamento" a proposito di una specie considerata a rischio estinzione. Eppure in Botswana è così. Questo stato ospita la popolazione di elefanti più numerosa del pianeta (circa 135 mila esemplari) e ciò contribuiva in larga misura prima della pandemia ad alimentare l'industria del turismo, che rappresenta un quinto dell'economia nazionale. Tuttavia, gli animali in eccesso sono diventati un problema perché, a detta degli abitanti dei villaggi, rovinano molto spesso i raccolti.

Allora il governo del Botswana, come ha annunciato il ministro dell'ambiente Philda Kereng, ha deciso di trasferire una parte dei propri elefanti in Angola, dove, secondo le stime dei biologi, il numero di pachidermi non oltrepassa le 10 mila unità. Un tempo anche l'Angola poteva vantare una grande popolazione di elefanti, ma una lunga e sanguinosa guerra civile nel Paese, iniziata nel 1975 e terminata nel 2002, ha praticamente sospinto gli elefanti verso gli altri stati confinanti a Sud. Adesso è arrivato il momento per i pachidermi per farvi ritorno, e spetta alle autorità angolane bonificare il territorio che si prepara a riaccoglierli. Innanzitutto bisogna rimuovere le mine e gli altri ordigni bellici lasciati durante la guerra civile: per questa operazione l'Angola ha già stanziato 60 milioni di dollari.

"L'Angola meridionale ha un habitat privilegiato per gli elefanti e, se le condizioni sono per loro sicure, potranno tornare qui in gran numero", sostiene Mike Chase, fondatore e direttore dell'organizzazione no-profit Elephants Without Borders. Una nuova casa, sicura e protetta. Ecco quello che ci vorrebbe per degli animali a rischio come gli elefanti.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.